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21 dicembre 2016: Il forum non è più in Beta Test ma in Alpha Test, fino a data da definirsi. Sarà comunque possibile iscriversi e cominciare a partecipare, ma non sono garantiti i tempi di risposta da parte dello staff. Non appena la preparazione del forum sarà terminata, il gdr tornerà in Beta Test e verrà presentato un nuovo calendario per l'anno scolastico.
25 agosto 2016: Nota importante riguardo alle ruolate: tutte le ruolate effettuate durante il beta test sono ambientate tra luglio e la metà di agosto. Nessuna ruolata può essere ambientata dopo la fuga di Osvald Morgan. Gli acquisti del materiale scolastico vanno ambientati ad agosto; se li si vuole ambientare dopo la fuga di Morgan, allora vanno giocati all'apertura del forum e non durante il beta.
25 agosto 2016: Siccome molti dei beta tester designati non saranno presenti sul forum fino a settembre causa vacanze, il beta test proseguirà fino alla data 2 ottobre, mentre l'apertura ufficiale sarà lunedì 3 ottobre. Il calendario scolastico non subirà modifiche, ad eccezione di uno slittamento in avanti di un mese. Vi ricordiamo che, in periodo di beta test, potrete ruolare liberamente con altri utenti, a patto che il vostro personaggio adulto abbia ottenuto il libretto o il vostro personaggio studente abbia ricevuto l'approvazione della scheda.
19 luglio 2016: Il forum è ufficialmente in beta test. L'apertura ufficiale sarà in data 5 settembre!
 
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Amici d’infanzia pronti a far danni

Last Update: 9/18/2019 3:23 AM
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Puffolano Tuffy Hellbringer
1/24/2017 3:18 AM
 
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x Jack & Matt Caulfield
Era una mattina di agosto. Junior aveva già fatto i suoi acquisti per la scuola, anche se ancora non aveva pensato ad un animale da acquistare. Cosa avrebbe potuto portare con sé verso la scuola? Aveva deciso quindi di andare a fare un giro a Notturn Alley nella speranza di trovare qualcosa di adatto, magari all’Emporio delle Creature Mostruose. Però aveva deciso che non avrebbe fatto quel giro da solo. Per questo motivo aveva contattato i gemelli Caulfield dando loro appuntamento a Notturn Alley. Magari si sarebbe potuto divertire con loro a fare un po’ di casino in giro, esplorando per bene l’area di shopping dedicata alle Arti Oscure prima di andare nel negozio di Creature Oscure a comprare qualcosa per sé.
I nonni di Junior non erano stati molto felici all’idea di mandarlo a Notturn Alley senza la loro supervisione. Non temevano che gli potesse succedere qualcosa in generale, ma avevano paura che lui potesse impazzire come suo solito e fare qualche cavolata delle sue che lo mettesse nei guai. Dopotutto la gente che frequentava quella zona non era conosciuta per la propria pazienza e per il desiderio di perdonare… Ma comunque si sentirono leggermente più tranquilli sapendo che con lui ci sarebbero stati i gemelli. Quei due erano a conoscenza dei problemi che aveva Junior con il suo temperamento aggressivo, perciò avrebbero pensato loro a fare in modo che non rischiasse di farsi ammazzare. Il fatto che Matt fosse più impulsivo di lui e che Jack avrebbe trovato la situazione divertente fino al momento di accorgersi di essere in pericolo di vita era qualcosa che Junior preferiva non far presente ai nonni. Per questo aveva ricevuto il permesso per andare.
Se ne stava quindi vicino all’ingresso di Magie Sinister, con le spalle appoggiate a una parete del negozio e le braccia conserte. Si guardava intorno cercando di mettere su un’espressione da duro, anche se gli veniva davvero difficile visti i suoi delicati lineamenti da bambino ed il suo faccino tenero. Lui però era convinto di riuscire in quel modo ad incutere timore, e tanto gli bastava. Rimase quindi in attesa che arrivassero Jack e Matt Caulfield, ai quali aveva dato appuntamento proprio davanti a Magie Sinister per le 10 in punto.
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1/24/2017 3:57 AM
 
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Non mancava molto all’inizio del loro primo anno di scuola, eppure Jack e Matt sembrava se la stessero prendendo esageratamente comoda. Non avevano ancora cominciato a fare le compere dell’occorrente per andare a scuola, visto che tanto erano abbastanza certi entrambi che non gli sarebbe servito. In Pozioni e Volo sarebbero andati splendidamente anche senza mettersi a studiare, mentre per tutto il resto era una causa persa in partenza, non si sarebbero applicati comunque perché trovavano le altre materie troppo noiose per accettare di studiarle.
Poi una mattina di agosto vennero invitati dal loro caro amico Junior Hellbringer a fare un giro con lui a Notturn Alley. A quanto pareva lui gli acquisti per la scuola li aveva già fatti, e da quello che aveva detto ai gemelli voleva comprare anche un animale, e loro due avrebbero potuto aiutarlo a scegliere il giusto compagno. In realtà poco importava sia a Matt che a Jack di quale animale il loro amico avrebbe comprato, ma erano divertiti all’idea di andare a Notturn Alley a fare un po’ di casino. Ci andavano spesso, per un motivo o per un altro, quindi sapevano come orientarsi in quella zona. Quella però sarebbe stata la prima volta che ci andavano senza essere accompagnati da un adulto. Avrebbero avuto solo Junior con loro, decisamente non sufficiente ad impedire ai due disastri ambulanti di fare qualche guaio.
Il giorno dell’appuntamento arrivarono puntuali, raggiungendo il posto dal camino del Paiolo Magico a Diagon Alley. Era una bella camminata da lì a Magie Sinister, ma l’alternativa era uscire direttamente dal camino di Magie Sinister e la zia Ellen glielo aveva categoricamente vietato, e non era il caso di farla arrabbiare in quel periodo, visto che sembrava parecchio stressata. Per questo uscirono con un po’ di anticipo in modo da raggiungere Junior per le 10 precise. Quando arrivarono lo videro appoggiato a una parete che scrutava la gente con un’espressione a dir poco ridicola stampata in faccia. Jack lo riconobbe subito come un tentativo di apparire minaccioso, avendo visto più volte il suo migliore amico tentare e fallire miseramente nel passare per un duro. Matt si limitò invece a ridacchiare, meritandosi una gomitata nelle costole da parte del fratello. Entrambi conoscevano bene il rampollo di casa Hellbringer e sapevano che non era il caso di ridere di lui, o sarebbe impazzito completamente ed avrebbe cercato di ucciderli a pugni. Non era il caso che andassero a causare una simile situazione quando non c’era nessun adulto delle loro famiglie nelle vicinanze per fermare la scazzottata… Ma in fondo Matthew era sempre stato il più impulsivo dei due gemelli, quello che prima faceva e dopo forse pensava alle conseguenze. Jackson invece poteva anche essere più maleducato e volgare, ma teneva alla propria pellaccia e faceva di tutto per conservarla!
*Hey Junior!* salutò allegramente Jack quando furono sufficientemente vicini al loro amico.
*Ciao Junior!* salutò anche Matt con un sorriso.
I due gemelli erano vestiti uguali, indossando entrambi un completo camicia e pantaloni color melanzana. Quando si vestivano uguali, ovvero la maggior parte delle volte, era ancora più difficile del solito distinguerli. Era una cosa che i due trovavano esilarante, ragione per cui ci rimanevano sempre malissimo quando qualcuno li distingueva al primo colpo senza esitare. In fondo le persone che li conoscevano da una vita non avevano mai problemi a riconoscerli, anche se a loro la cosa scocciava parecchio.
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Puffolano Tuffy Hellbringer
1/25/2017 4:50 AM
 
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Junior se ne stava lì che scrutava la situazione quando vide due figure identiche avvicinarsi. I gemelli non erano solo uguali fino all’ultimo capello biondo, ma erano anche vestiti con abiti identici, come spesso facevano. Junior quindi strizzò gli occhi per guardarli meglio, ma era inutile. Da quella distanza non li avrebbe mai potuti distinguere. Li conosceva ormai da molti anni, e non aveva difficoltà a distinguerli, ma a tutto c’era un limite! Per capire quale era Jack e quale Matt gli bastava sentirli parlare, o anche solo guardarli da una distanza sufficientemente ravvicinata da permettergli di scrutare i dettagli dei loro visi. Attese quindi che si facessero più vicini, e nel frattempo si scostò dal muro al quale era appoggiato, passando poi la mano destra a pulirsi il retro della maglietta che indossava. Quel giorno si era vestito molto bene, seguendo come suo solito le ultime mode del mondo magico. Portava infatti una maglietta dall’aspetto antico, che si chiudeva sul retro con un lunghissimo laccio, color sabbia. Sotto di essa indossava dei pantaloni giallo ocra stretti in vita e larghi sul fondo, che arrivavano a coprire quasi completamente i suoi mocassini dello stesso colore della maglietta. Come persona che apprezzava e rispettava le mode, trovandole un qualcosa che lo aiutava ad essere visto di buon occhio nel mondo magico, Junior era abbastanza fissato con l’abbigliamento, e faceva sempre spendere ai suoi nonni un sacco di galeoni in abiti di ogni genere. Per questa ragione la prima cosa di cui si preoccupò allontanandosi dal muro fu che il contatto con la parete non avesse sporcato o peggio ancora rovinato la sua maglia nuova. Dopotutto gli era costata quasi 200 galeoni!
Una volta certo di non aver danneggiato alcun capo di abbigliamento, Junior notò che i gemelli gli si erano avvicinati abbastanza da riuscire per lo meno a guardarli in faccia, quindi ancora un paio di passi e sarebbe stato in grado di distinguerli. Poi però entrambi parlarono per salutarlo, ed a quel punto la vicinanza divenne indifferente. Per chi era cresciuto con quei due, le loro voci erano inconfondibili. Il primo a parlare era stato indubbiamente Jack, ed il secondo Matt. Tempo pochi passi e i due lo ebbero raggiunto, perciò Junior poté avere la conferma visiva: sì, li aveva distinti per bene ancora una volta.
*Ciao Jack! Matt!* salutò anche lui, rispondendo ai sorrisi dei gemelli con un ghigno poco raccomandabile.
Per atteggiarsi a duro, difficilmente si lasciava andare a sorrisi davanti a qualcuno che non fosse i suoi nonni. Ci teneva a mantenere una certa facciata, anche con i suoi due migliori amici fin da quando era piccolo. Nemmeno loro lo vedevano mai comportarsi come persona che poteva essere etichettata debole, perché Junior si guardava bene dall’assumere alcuni atteggiamenti davanti a loro. Non aveva nemmeno fatto un fiato la volta che Jackson aveva più che mai esagerato nel suo torturare Camomilla, per paura che la difesa di quello sfigato lo portasse ad essere etichettato come un debole, quando poi in realtà Matthew lo difendeva tutto il tempo e nessuno lo considerava un debole. Per il perfetto Purosangue intrappolato nel corpo di un orribile Mezzosangue dall’aspetto tenero l’apparenza era tutto. Era fondamentale che gli altri avessero una certa impressione di lui, o tutto ciò che stava cercando di costruire con i suoi nonni da quando i due lo avevano salvato non sarebbe servito a nulla. L’unico modo che aveva per frequentare i veri Purosangue era comportarsi come uno di loro in tutto e per tutto. Perciò da quando aveva conosciuto i gemelli aveva sempre fatto vedere ai due di essere un tipo tosto!
*Allora, pronti a fare un giro? È la prima volta che abbiamo un’occasione del genere, noi tre in giro per Notturn Alley senza la supervisione degli adulti…* ancora quelle parole vennero accompagnate da un ghigno, questa volta divertito.
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1/28/2017 3:13 AM
 
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Jack e Matt notarono subito il loro amico di infanzia rispondere ai loro saluti, e si sentirono estremamente soddisfatti quando lo videro ghignare. Conoscevano Junior praticamente da una vita, perciò ormai sapevano parecchie cose di lui. Lo avevano sempre visto comportarsi da duro, apparendo tra l’altro ridicolo, ma qualcosa li faceva sospettare entrambi che si trattasse di una recita. Comunque se era davvero una recita gli riusciva molto bene, a parte il dettaglio che con quel faccino davvero del duro non aveva l’aspetto, ma l’atteggiamento ci stava e ciò bastava ai gemelli. Specialmente a Jack, che considerava l’erede degli Hellbringer il suo migliore amico nonostante sapesse che il suo sangue era macchiato di sporco. Cosa che, ovviamente, non avrebbe mai menzionato davanti a lui perché ci teneva a non essere picchiato a morte. A Matt invece poco importava dell’atteggiamento di Junior o del suo sangue, lo trovava simpatico e basta, ma comunque apprezzava parecchio quando si atteggiava a tipo tosto, nonostante facesse sempre fatica a non scoppiare a ridere nel vedere le sue buffissime facce da duro. Ogni volta che non riusciva a trattenere le risate, Jack cercava di farlo smettere in tutti i modi prima che Junior potesse accorgersene e mettergli le mani addosso.
Questa sua violenza quasi completamente immotivata era una delle cose che Jack apprezzava di più di Junior. A Matt invece non andava propriamente a genio quel lato dell’amico, specie quando lo sfogava contro Mattew Camomilla, ma non aveva mai fatto nulla per farlo notare. Gli Hellbringer erano importanti amici di famiglia, la zia Ellen aveva sempre detto ai gemelli di essere gentili con Junior, e Matt aveva intenzione di ubbidire per non essere punito, ragione per cui dava ragione a Junior qualunque cosa egli facesse. Jack invece non apprezzava molto l’atteggiamento del fratello in quei momenti, ma ci passava sopra perché tutto ciò che gli importava era passare del tempo col suo migliore amico, fregandosene di cosa faceva il gemello quando si trovava con loro.
Che poi, in realtà entrambi i gemelli adoravano progettare ed eseguire bravate di ogni genere insieme a Junior. Era un po’ anche quella la ragione per cui erano felici di poter girare liberamente con lui per Notturn Alley: perché sapevano che avrebbero potuto architettare qualche scherzo coi fiocchi senza qualcuno che cercasse di fermarli prima del tempo. Perciò entrambi ghignarono quasi malignamente quando il loro amico riprese a parlare, notando ad alta voce l’occasione unica che avevano per girare loro tre per Notturn Alley senza nessuno a sorvegliarli. Quando si parlava di ghigni, infatti, Junior poteva anche essere più allenato a mostrarli, ma ai gemelli venivano di certo più naturali. Perciò entrambi si trovarono a guardarsi intorno con aria decisamente perfida mentre tramavano qualcosa. Si scambiarono uno sguardo d’intesa, poi tornarono a posare gli occhi sul loro amico.
*È un miracolo che ci abbiano lasciati venire qui senza un adulto a seguirci, e probabilmente questa sarà la prima ed ultima volta che ce lo permetteranno.* disse quindi Jack, che già sospettava quali potessero essere le conseguenze delle azioni che avrebbero potuto intraprendere nel corso di quell’uscita in libertà.
*Perciò la nostra idea è quella di approfittare della situazione finché siamo in tempo e combinare qualcosa di epico!* esclamò Matt convinto, allargando le braccia mentre pronunciava l’ultima parola a voce leggermente più alta, per mettere più enfasi su di essa.
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Puffolano Tuffy Hellbringer
1/31/2017 1:13 AM
 
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Quando fu faccia a faccia con i gemelli, Junior li vide guardarsi intorno in una maniera che non prometteva niente di buono dopo che lui ebbe parlato, e poi i due si guardarono tra loro prima di tornare a guardare Junior. Il ragazzino quindi capì subito che i suoi due amici stavano tramando qualcosa. Qualcosa di potenzialmente pericoloso, probabilmente, visto il tipo di guardo che i due si erano scambiati. Insomma, era una cosa abbastanza tipica di Jack e Matt Caulfield, e dopo anni che li conosceva ci si era abituato fin troppo. Ormai capiva in fretta quando stavano tramando qualcosa che li avrebbe cacciati tutti e tre in grossi guai, e in quel momento probabilmente stavano facendo esattamente quello.
Poi Jack prese la parola e Junior si rese conto che aveva avuto ragione. I gemelli stavano tramando sicuramente qualcosa di potenzialmente pericoloso, perché il suo migliore amico aveva appena detto che quella sarebbe stata probabilmente la prima ed ultima volta che ricevevano il permesso di andare a Notturn Alley loro tre senza la supervisione di un adulto. E ciò poteva voler dire solo una cosa: avevano intenzione di fare qualcosa che avrebbe fatto revocare a tutti e tre il permesso di tornare a Notturn Alley da soli. Lo sguardo di Junior si fece più attento quindi quando cominciò a parlare Matt, per riprendere da dove si era interrotto il gemello come Junior aveva notato fare fin troppo spesso a quei due. E l’amico disse esattamente quello che l’erede degli Hellbringer temeva: volevano organizzare qualcosa in grande stile, che probabilmente li avrebbe fatti finire in punizione finché non fossero diventati maggiorenni. Matt l’aveva definito come “qualcosa di epico”, ma Junior sapeva che in realtà si trattava solamente di qualcosa di pericoloso, potenzialmente mortale, che andava contro tutte le regole imposte dalle loro famiglie per la sicurezza dei giovani eredi. E ovviamente Junior stava già immaginando la rabbia dei suoi nonni una volta che il trio avesse fatto ritorno a casa miracolosamente vivo ma palesemente danneggiato, come spesso capitava a tutto il gruppetto quando i due gemelli decidevano di mettere in atto qualcuno dei loro piani. Anche se, a pensarci bene, in quel momento con loro non c’era quell’imbranato di Camomilla che potesse far accadere qualcosa di spiacevole a tutti quanti con il suo essere maldestro, quindi probabilmente sarebbero tornati a casa meno ammaccati rispetto a quando giocavano nei territori di Casa Caulfield. Ciò voleva dire che probabilmente si sarebbero cacciati come loro solito in un sacco di guai, ma magari non avrebbero per forza rischiato la vita. Perciò Junior si sentì tranquillo al pensiero di seguire i suoi due amici anche in quell’avventura, come aveva sempre fatto con tutte le altre. Anche se una parte di lui sapeva per certo che anche se la situazione fosse stata molto più pericolosa di così li avrebbe seguiti comunque.
*Qualcosa di epico dici?* si rivolse quindi a Matt, mostrando come sempre un ghigno che non prometteva nulla di buono *E avete qualche idea di che cosa esattamente potremmo fare?* spostò lo sguardo da Matt a Jack mentre parlava. Fra i due infatti di aspettava una risposta più da Jack che da Matt. Da quel che aveva conosciuto dei gemelli in quegli anni, aveva imparato che Matt era più impulsivo, mentre Jack normalmente si occupava di più della creazione dei piani per i loro scherzi e le loro avventure assurde.
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5/13/2017 2:14 AM
 
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Matt si limitò ad annuire quando Junior chiese conferma di quello che aveva detto. Sì, qualcosa di epico. Dovevano fare qualcosa che lasciasse il segno, e al diavolo le conseguenze. I due gemelli quindi ascoltarono le successive parole dell’amico, e Jack ghignò quando vide che il rampollo degli Hellbringer aveva spostato lo sguardo su di lui nel chiedere che cosa avevano in mente di fare. Ovviamente quando si trattava di dire cavolate tutti guardavano Matt, e quando c’era da progettare seriamente qualcosa le attenzioni andavano tutte su Jack. Non poteva essere altrimenti.
Jackson scambiò uno sguardo d’intesa con il gemello, che ghignò a sua volta. Solo allora entrambi gli eredi dei Caulfield tornarono a puntare gli occhi sul ragazzino che avevano davanti, pronti a spiegare quella che poteva essere un’idea folle e geniale allo stesso tempo.
*Qui a Notturn Alley la maggior parte delle persone sono dei criminali, o comunque dei tipi estremamente loschi. Quindi quello che chiedo io è: di che cosa potrebbero avere paura delle persone del genere?* cominciò a spiegare il più sveglio dei gemelli.
*E la risposta è semplice: Auror. O in maniera più ampia la giustizia in generale. Ed è qui che nasce la nostra idea…* proseguì Matthew, sorridendo soddisfatto come se avessero appena ideato qualcosa di strabiliante e non la loro ennesima stupidaggine.
*E la nostra idea è questa: vorremmo far credere a tutta la gente che si affolla qui intorno che ci sono degli Auror in giro per Notturn Alley, e che sono a caccia. Insomma, hai idea del panico che si scatenerebbe per una cosa del genere? Andrebbero tutti nel pallone, e sarebbe il caos!* riprese ancora una volta Jack.
I due gemelli attesero qualche attimo, sperando di vedere una qualche reazione nello sguardo del loro amico d’infanzia. Fu quindi il più impulsivo dei due a riprendere la parola.
*Se la situazione dovesse degenerare a sufficienza, potremmo anche provare ad infilarci in qualche negozio e rubare qualcosa!* aggiunse con un occhiolino, come se il piano presentato dal fratello non fosse già stato sufficientemente rischioso.
Per tutto il tempo, ovviamente, i due gemelli avevano parlato a bassa voce, con aria furtiva, nonostante i loro sguardi invasati e ghigni malefici lasciassero chiaramente intendere che stavano tramando qualcosa di poco rassicurante. Ad occhi esterni, però, il loro gruppetto non doveva sembrare nulla più di tre semplici bambini che confabulavano fra loro. E gli adulti spesso tendevano a sottovalutare il potere dei bambini, considerandoli innocenti e soprattutto innocui anche quando chiaramente non lo erano. Come capitava spesso nel loro caso, per esempio. I gemelli Caulfield infatti venivano spesso presi sottogamba da chi non li conosceva, e poi quelle persone finivano solitamente per pentirsene amaramente.
Jack e Matt rimasero quindi in attesa di sentire un qualche parere di Junior riguardo a quello che avevano proposto. Sarebbe stato molto divertente mettere in atto il loro piano, ma se il loro amico non voleva allora avrebbero dovuto pensare a qualcosa di nuovo. Anche se comunque sapevano entrambi come punzecchiarlo sui suoi punti deboli fino a convincerlo ad assecondarli. Era a questo che servivano gli amici, dopotutto.
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Puffolano Tuffy Hellbringer
5/17/2017 6:49 PM
 
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Istintivamente, Junior era andato a posare lo sguardo su Jack in attesa di risposta. Ed ovviamente il suo migliore amico non lo deluse, perché subito cominciò a rispondere alla sua domanda. Come era loro abitudine, i gemelli parlarono un po’ per uno, spiegando quello che era il loro piano. L’erede degli Hellbringer quindi non fece altro che muovere la testa per guardare quello fra i due che stava parlando in quel momento, senza sapere che tipo di espressione avrebbe fatto meglio a mettere se. Da una parte voleva ghignare per far vedere a Jack che era come al solito dalla sua parte, che sarebbe stato con lui fino alla fine nel mettere in atto il piano. Dall’altra parte, però, c’era quell’aria stracarica di confidenza di Matt che lo preoccupava, perché l’amico era decisamente troppo impulsivo e quando parlava in maniera così allegra di qualcosa generalmente non si rendeva conto della portata di ciò che stava dicendo.
Ad alimentare la preoccupazione di Junior non era solo l’atteggiamento di Matthew, ma anche e soprattutto la consapevolezza che entrambi i gemelli volevano combinare qualcosa di monumentale, qualcosa che li avrebbe fatti finire tutti e tre in punizione per un tempo incredibilmente lungo. E se per caso l’idea folle fosse venuta a Matt per poi essere pianificata da Jack, allora voleva dire che stavano per cacciarsi in guai estremamente grossi. Infatti il ragazzino vedeva uno schema conosciuto in tutto ciò, gli scherzi migliori dei gemelli erano sempre iniziati in quello stesso modo, per lo meno per quello che gli era concesso sapere.
La spiegazione che era stata data riguardo a quello che volevano fare, inoltre, non era rassicurante nemmeno un pochino. Possibile che stavolta Jack si fosse ufficialmente bevuto il cervello, neanche fosse stato una Burrobirra fumante? Perché il piano d’azione che i due avevano spiegato in realtà non gli era nemmeno sembrato esattamente un piano. Anzi, gli aveva dato l’idea di essere solamente uno scopo da raggiungere. E lui si rendeva conto perfettamente di quanto avrebbero dovuto camminare sul filo del rasoio per raggiungere l’obiettivo che a quanto pareva il gruppetto si era preposto. Junior ancora non aveva accettato a tutti gli effetti, ma sapeva fin troppo bene di non poter rifiutare, non se voleva mantenere la faccia davanti ai suoi amici più altolocati. Perciò ancora una volta mise su un’espressione sadica e divertita a nascondere i suoi dubbi, come faceva tutte le volte che i Caulfield se ne uscivano con qualche piano che a lui non stava esattamente bene, e cercò di ostentare come al solito tutta la sicurezza che si conveniva ad un vero Purosangue, visto che lui era stato cresciuto come tale anche se non lo era realmente.
*Convincere questa gente che ci sono degli Auror pronti a dar loro la caccia? E come esattamente pensate di fare? Non mi fraintendete, io trovo la cosa molto divertente, ma è realizzabile?* Junior indagò non appena gli sembrò di essere in grado di fare uscire una voce sussurrata, per non farsi sentire da altri, ma allo stesso tempo estremamente sicura, per non insospettire i gemelli.
Spostò lo sguardo abbastanza rapidamente da Jackson a Matthew e poi di nuovo a Jack, aspettando che i due gli concedessero una risposta che fosse davvero esaustiva. Voleva sapere in che modo intendevano creare il panico per Notturn Alley, e desiderava saperlo per due ragioni. La prima, ovviamente, era per analizzare la situazione e vedere lui stesso se l’idea dei suoi amici era realizzabile o se era destinata a fallire miseramente. La seconda, cosa forse ancora più ovvia, era per fare un calcolo mentale di quante volte avrebbero rischiato la vita nel mettere in atto lo scherzo, e quante botte avrebbe preso da suo nonno una volta tornato a casa vivo. Effettivamente, faceva parte della seconda ragione anche la possibilità di valutare la situazione per stimare se sarebbero, tanto per cominciare, usciti tutti e tre vivi dallo scherzo. Non gli piaceva infatti quando gli scherzi dei gemelli portavano qualcuno a rischiare la pelle, specialmente se quel qualcuno era lui.
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8/8/2017 12:48 AM
 
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Sia Jackson che Matthew rimasero fermi con identici ghigni stampati in faccia. Stavano aspettando che il loro amico d’infanzia decidesse se voleva assecondare la loro idea oppure no. Jack era ovviamente il primo a rendersi conto di quanto il loro piano fosse azzardato, mentre Matt era convinto che non fosse mai stata partorita idea più geniale al mondo. Nonostante ciò, comunque, entrambi erano più che certi del fatto che prima o poi Junior avrebbe capitolato. Per come i gemelli conoscevano l’erede degli Hellbringer, il loro coetaneo tendeva a fare sempre quello che dicevano loro, ad un certo punto, e poco importava quanta resistenza metteva su all’inizio. Prima o poi avrebbe ceduto, e quello era ciò che contava davvero.
Dopo diversi attimi di quella che sembrava essere attenta riflessione, i due videro il loro amico cominciare a parlare. Dall’espressione che aveva in viso sembrava essere strafottente e pieno di autostima, come al solito, anche se i due erano abbastanza certi che almeno la metà di quello che mostrava fosse una recita. Dopo tutti gli anni che avevano passato insieme, ormai lo conoscevano piuttosto bene; sapevano che fingeva parecchi dei suoi atteggiamenti da duro, ma a loro poco importava, perché lo apprezzavano ugualmente. O, per essere più precisi, Jack lo apprezzava ugualmente, mentre Matt era abbastanza convinto che quelle di Junior non fossero affatto recite.
Quando Junior parlò, i due gemelli si guardarono per un momento con aria riflessiva. I loro sadici ghigni vacillarono per diversi istanti fino a sparire, perché erano entrambi concentrati interamente sul decidere come meglio spiegare al loro amico in che modo avevano intenzione di agire. Avevano infatti un piano preciso e ben delineato, che in quel momento si trovava al sicuro nelle loro menti. Jack aveva fatto la maggior parte della pianificazione, come al solito, con il gemello che continuava a tirare in mezzo idee malsane ma geniali, che il fratello aveva poi trovato il modo di far funzionare. Se l’erede degli Hellbringer avesse accettato di prendere parte alla malefatta del giorno, qualcosa di assolutamente epico aspettava i tre ragazzini questa volta.
Tutto stava, quindi, nel trovare le parole giuste per raccontare il piano a Junior nei dettagli. Il ragazzino era interessato a sentire come avevano intenzione di portare a termine la loro idea, ed ovviamente era suo diritto sentire tutto quanto fino in fondo prima di prendere una decisione di qualsiasi genere riguardo a cosa fare. Le chiappe in gioco, dopotutto, erano le sue quanto erano quelle dei gemelli. Perché Jackson era certo che questa volta, se tutto fosse andato secondo i piani, sarebbero stati puniti talmente tanto che avrebbero rischiato di conseguire i loro MAGO prima di vedere il termine della punizione.
*Seminare il panico in giro è la parte più semplice. E la più divertente.* cominciò poi a dire Matthew, accompagnando le sue parole con un sorriso malandrino ma pieno di orgoglio.
*Basterà girare per la strada con aria furtiva, cercando di nasconderci nelle ombre, parlando fra noi a voce piuttosto alta degli Auror. Dicendo cose del tipo “Gli Auror ci stanno ancora seguendo?” oppure “Incredibile, Auror a Notturn Alley!” e lasciare che la voce pian piano si diffonda in giro. Tempo qualche minuto, e tutta Notturn Alley saprà della presenza di Auror. Se vogliamo proprio esagerare, potremmo anche correre facendo finta di essere inseguiti. Ma lì forse potremmo destare dei sospetti, a meno che non riusciamo a diffondere in giro il dubbio prima.* Jack si riattaccò a quello che stava dicendo il fratello, entrando maggiormente nel dettaglio nello spiegare esattamente che cosa aveva intenzione di fare.
Il piano dei gemelli era, a detta loro, semplice ma geniale. Avrebbe funzionato, ne erano certi entrambi. Per questa ragione il più riflessivo dei due si sentiva perfettamente consapevole del fatto che non avrebbero mai potuto fallire. Il suo sguardo carico di orgoglio ed il suo petto gonfio erano solo una piccola dimostrazione di come il ragazzino si sentiva in quel momento.
*Una volta scatenato abbastanza panico, potremmo buttarci in mezzo alle singole situazioni che vediamo succedere intorno a noi e rigirare il coltello nella piaga. Potremmo aggravare quelle situazioni fino a farle degenerare, vedere fino a dove si arriva. Nel momento del panico, la gente non si renderà nemmeno conto di chi esattamente sta dicendo cose preoccupanti, quindi nemmeno noteranno di essere stati raggirati da tre ragazzini che ancora non vanno nemmeno a Hogwarts.* spiegò Matt.
Un altro sguardo tra i due gemelli, e poi entrambi posarono gli occhi su Junior. Attenti e vigili, i due Caulfield rimasero in attesa di sentire che cosa il loro più caro amico d’infanzia aveva da dire riguardo all’idea che avevano avuto.
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4/29/2018 12:24 PM
 
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Ancora una volta, Junior rimase in silenzio ad ascoltare ciò che i gemelli avevano da dire. La sua espressione era leggermente perplessa mentre osservata Jack. Il suo migliore amico stava raccontando finalmente come avrebbe voluto mettere in atto il piano che i due Caulfield avevano in qualche modo messo in piedi. Spiegò quindi come avrebbero potuto mettere in giro la voce che gli Auror si aggiravano per Notturn Alley, e l’erede di casa Hellbringer si ritrovò ad ascoltare suo malgrado con un certo interesse. Non era poi così male l’idea di Jack. Certo, forse era un po’ suicida, ma tutto sommato rientrava ancora nei limiti dell’accettabile. Le spiegazioni ricevute, tuttavia, non erano ancora sufficienti per far prendere una decisione al ragazzino.
Fu allora che Matt prese la parola, riprendendo a parlare da dove suo fratello si era interrotto. Era una cosa che i due gemelli tendevano a fare molto spesso, completandosi le frasi a vicenda oppure pronunciando un discorso intero un pezzo per uno. Certe volte, doveva ammettere, era snervante starli a sentire quando parlavano in quel modo, perché non era semplice seguire il filo di ciò che stavano dicendo; il fatto che i due fossero identici quasi fino all’ultimo dettaglio, poi, non aiutava affatto, anzi aumentava la confusione generata dal loro parlare alternandosi. Junior, comunque, li conosceva ormai talmente bene e da talmente tanto tempo che gli bastava un’occhiata breve ma attenta, o addirittura anche solo sentir pronunciare una sillaba, per riconoscere un gemello dall’altro. Con il passare degli anni, quindi, il loro modo di parlare aveva cominciato a creargli sempre meno confusione, fino ad arrivare al punto in cui poteva tranquillamente seguire i loro discorsi senza perdersi nulla anche quando loro parlavano in quel modo, anche se ovviamente preferiva di gran lunga quando i due si comportavano come tutti gli altri esseri umani normali.
Ciò che Matthew disse non fu poi così tanto d’aiuto, visto che andava solamente a mettere un ulteriore carico su quello che Jackson aveva già puntualizzato un attimo prima. Quello che Junior doveva ammettere, però, era che tutto ciò poteva anche avere un senso. A quel punto una domanda sorse spontanea nella mente dell’erede degli Hellbringer: e se il piano avesse funzionato? Se avessero avuto successo, indubbiamente si sarebbero divertiti da morire. Ma se fossero stati beccati? Oh, davvero non osava immaginare cosa avrebbero potuto fare i suoi nonni se avessero saputo di quella folle idea. Senza contare che, se la voce fosse arrivata ad Ellen ed Andrew Caulfield, con buone probabilità i gemelli ne sarebbero usciti in condizioni ancora peggiori, ragione per cui Junior avrebbe forse perso i suoi amici più cari. Erano rischi che valeva la pena correre per un po’ di divertimento?
Ci ragionò su il più a lungo possibile senza però esagerare. Non voleva infatti far vedere che stava a pensarci sopra per troppo tempo. Da una parte voleva divertirsi e fare contenti i suoi amici, dall’altra non voleva rischiare di morire. Cosa gli sarebbe convenuto fare? Alla fine, comunque, decise di chiudere gli occhi, prendere un bel respiro e lasciarsi andare. I gemelli avevano un’alta opinione di lui, e voleva che continuassero ad averla. Non poteva dire di no al loro piano, anche se sembrava essere forse un po’ troppo rischioso.
*Va bene, ci sto.* cominciò a dire, per poi aggiungere subito dopo *Ma se ci beccano io do tutte le colpe a voi!* puntando i dito contro i due alternatamente.
Doveva, in qualche modo, mettere le mani avanti e prevenire il danno. Non osava davvero immaginare che cosa i suoi nonni avrebbero potuto fargli, se fossero venuti a scoprire di quello che stavano per combinare i tre ragazzini. E, in un modo o nell’altro, quello che loro tre combinavano insieme veniva quasi sempre scoperto. Stavolta la punizione sarebbe stata epica, e Junior ci teneva davvero a non fare una brutta fine proprio quando a breve avrebbe cominciato a frequentare Hogwarts.
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1/23/2019 11:52 AM
 
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Entrambi i gemelli rimasero a fissare il loro amico Junior in trepidante attesa. Sapevano di essere stati convincenti nello spiegare la loro idea, ed in più erano pienamente convinti del fatto che il loro piano avrebbe funzionato. In poche parole, secondo loro non esisteva ragione al mondo per cui il loro amico d'infanzia declinasse la loro proposta. Matt stava ghignando leggermente, mentre già pregustava la risposta di Junior, che sarebbe stata ovviamente positiva. Jack, invece, stava già calcolando un nuovo modo per convincere il suo migliore amico, se questo si fosse rifiutato di partecipare. Dopotutto non era da lui accettare un no come risposta, specialmente da colui che dopo il gemello considerava più affidabile quando si trattava di imbarcarsi in imprese titaniche come quella che avevano intenzione di intraprendere.
Quando poi Junior decise di parlare, i due piccoli Caulfield si guardarono e si scambiarono un ghigno d'intesa. Bene, proprio come avevano pianificato. Junior Hellbringer non avrebbe mai potuto dire di no ad una loro richiesta, ancora una volta aveva dimostrato di essere pronto a seguirli in una delle loro avventure. E per Matt non c'era nulla che potesse renderlo più euforico, perché esultò per poi scoppiare a ridere. Jack dovette dargli una gomitata nelle costole per fargli acquisire nuovamente un minimo di contegno. Non che Jackson fosse per un comportamento decoroso in pubblico come la zia Ellen avrebbe tanto desiderato, ma in quel momento avevano un piano in mente, e quel piano prevedeva l'utilizzo di un bel po' di furtività. Non potevano di certo andare in giro a sbandierare le loro intenzioni, o avrebbero fallito miseramente nella loro impresa. E sarebbe stato il caso che non facessero notare troppo nemmeno la loro presenza, perché Notturn Alley non era il posto migliore per lasciar girare tre bambini della loro età da soli, e qualcuno si sarebbe potuto insospettire al punto di scortarli via di lì, tarpando le ali alla loro idea geniale.
Dopo essersi accertato che Matthew non facesse nient'altro di stupido, e che non attirasse più l'attenzione dei passanti sul loro trio, Jack fece l'occhiolino al suo migliore amico. Non c'era motivo di nascondere la sua soddisfazione, dopotutto. Voleva essere incoraggiante nei confronti di Junior, per rassicurarlo del fatto che avrebbero avuto successo. Il loro piano avrebbe senz'altro funzionato, quello era poco ma sicuro. Per quanto riguardava le conseguenze? Quelle non erano importanti al momento, avrebbero potuto tranquillamente pensarci una volta che si fosse rivelato necessario. Dopotutto era solo un innocente scherzo, cosa sarebbe mai potuto succedere? Ok, magari qualcuno avrebbe potuto prenderli e torturarli, o peggio dirlo alle loro famiglie e quindi sarebbe spettato ai parenti torturarli. Ma tutto ciò sarebbe accaduto solo se fossero stati beccati, e non era loro intenzione farsi scoprire. Ovviamente entrambi i gemelli avevano una consapevolezza di fondo del fatto che non avrebbero potuto passarla liscia, non questa volta, non con quanto in grande pensavano di fare le cose, ma era comunque sempre un bene provarci, no?
Il fatto che Junior avesse detto che avrebbe dato tutta la colpa a loro, qualora fossero stati scoperti, non era una cosa rassicurante, nemmeno un pochino. Ma ciò non cambiava affatto l'eccitazione dei gemelli all'idea di mettere in atto quello scherzo. Ci avevano pensato per un sacco di tempo, ed avevano progettato a lungo quel piano nella speranza che prima o poi avessero ricevuto il permesso di andare a Notturn Alley da soli, o meglio ancora con Junior, ed ora che ciò si era verificato, cascasse il mondo non si sarebbero lasciati sfuggire l'opportunità d'oro che era capitata loro.
*Bravo, così si fa!* Jack esclamò, andando a cercare di depositare una pacca su una spalla del suo migliore amico.
*E davvero non importa se ci dai la colpa, perché tanto non verremo mai scoperti.* aggiunse Matt, anche se lui stesso era il primo a non essere del tutto convinto delle parole che stava pronunciando.
Junior conosceva bene i gemelli, ragione per cui avrebbe potuto tranquillamente intuire cosa stavano pensando semplicemente guardandoli. Matthew aveva l'aria estremamente confidente della persona che non pensava qualcosa potesse mai andare storta. Povero illuso! Jackson, invece, aveva nello sguardo la determinazione di chi sapeva che il piano sarebbe esploso in faccia a tutti i partecipanti, ma non vedeva per quale ragione non avrebbero dovuto metterlo in atto ugualmente. Dopotutto quella era un'occasione che capitava una volta sola nella vita (l'ultima, probabilmente, perché la zia Ellen li avrebbe uccisi dopo una simile follia) e non era intenzione di nessuno dei due gemelli lasciarla andare sprecata.
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9/18/2019 3:23 AM
 
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Gli sguardi dipinti sui volti identici dei gemelli Caulfield non erano rassicuranti. No, davvero non lo erano affatto. Junior sentì il forte bisogno di mordersi la lingua, e lo avrebbe fatto se il gesto non avesse rischiato di dare troppo vistosamente nell'occhio, e lui non voleva in nessun modo rischiare di essere visto come un debole. Bastava il suo viso dai lineamenti delicati, e il suo stupido nome dall'aria tenera, a farlo sembrare un idiota. Non poteva permettere che anche le sue azioni e le sue parole andassero a prendere quella stessa direzione. Se voleva diventare qualcuno nella vita, se voleva essere il degno erede della famiglia Hellbringer e se desiderava che i gemelli Caulfield rimanessero i suoi amici più stretti, doveva dimostrare ogni giorno della sua vita di essere uno tosto. Tutti dovevano sapere che non c'era da scherzare con lui! Ragione per cui non poté seguire il suo istinto di lasciare che un brivido gli percorresse la schiena nel vedere come i gemelli lo stavano guardando. Jack sembrava saperla fin troppo lunga, mentre Matt era divertito oltre i limiti di quanto poteva ritenersi sicuro per la loro incolumità fisica e mentale. Insomma i presupposti non promettevano affatto bene.
Quando Matt scoppiò a ridere e Jack gli tirò una gomitata, Junior cominciò a rivalutare seriamente la sua folle, folle idea di dare retta a quei due. Qualsiasi cosa che facesse ridere Matthew Caulfield in quel modo era pericolosa e lo avrebbe fatto finire in così tanti guai che avrebbe ben presto iniziato a desiderare di non essere mai andato a vivere con i suoi nonni. Le reazioni di Jack furono indubbiamente più normali, ma non per questo più rassicuranti. Quando il suo migliore amico gli diede una pacca su una spalla, poi, l'erede degli Hellbringer lasciò fuoriuscire un leggerissimo sbuffo. Se solo Jackson avesse potuto percepire cosa c'era nella sua testa... ma non era possibile farglielo presente, perché non era il caso né il momento di avere dubbi riguardo alla stupidaggine del giorno in cui i gemelli avevano deciso di imbarcarsi e, inevitabilmente, di trascinare pure lui.
Quello che poi disse Matt bastò per far scuotere la testa a Junior in maniera del tutto rassegnata. Era seriamente convinto che non sarebbero stati beccati? L'erede degli Hellbringer trattenne a stento il bisogno di ridere. Sarebbero finiti in guai talmente grossi da pentirsi di essere mai usciti di casa, e probabilmente non avrebbero mai più avuto il permesso di lasciare casa senza la supervisione di un adulto. Sempre, ovviamente, se fossero sopravvissuti, e vista la rigidità dei suoi nonni Junior dubitava potesse essere il suo caso. Questa era la ragione per cui intendeva, nel caso, dare tutta la colpa ai gemelli. Non voleva deludere le aspettative dei suoi nonni, ed ovviamente non voleva che i nonni lo uccidessero. E poi non sarebbe stato nemmeno mentire, perché la colpa era davvero dei gemelli. Certo, lui aveva accettato volontariamente di unirsi a loro quando lo avevano proposto, ma nella sua mente era come se lo avessero costretto con la forza: dopotutto non poteva assolutamente sfigurare davanti a loro, quindi era ovvio che li assecondasse!
*Se vogliamo davvero mettere in atto questo piano, dobbiamo darci una mossa però. Più tempo restiamo qui sotto gli occhi di tutti e più la gente potrebbe insospettirsi.* decise infine di dire, preso il coraggio di farsi avanti anche lui.
Il suo sguardo si spostò di nuovo da un gemello all'altro, come aveva fatto continuamente fino a quel momento, per poi fermarsi sul viso del suo migliore amico. Dopotutto Matt era tanto simpatico e spesso aveva idee davvero geniali, ma era sempre stato Jack il cervello delle loro operazioni, e a Junior stava fin troppo bene così. Non avrebbe mai potuto competere con i Caulfield in quanto a fantasia nel creare follie, e quindi era giusto lasciare a Jackson il comando delle operazioni.
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