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25 agosto 2016: Siccome molti dei beta tester designati non saranno presenti sul forum fino a settembre causa vacanze, il beta test proseguirà fino alla data 2 ottobre, mentre l'apertura ufficiale sarà lunedì 3 ottobre. Il calendario scolastico non subirà modifiche, ad eccezione di uno slittamento in avanti di un mese. Vi ricordiamo che, in periodo di beta test, potrete ruolare liberamente con altri utenti, a patto che il vostro personaggio adulto abbia ottenuto il libretto o il vostro personaggio studente abbia ricevuto l'approvazione della scheda.
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Colloquio di Alisea Clemence Emily Dumont-Phoenix

Last Update: 2/12/2019 5:22 PM
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8/18/2016 11:31 PM
 
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Professoressa di Divinazione e Incantesimi a Hogwarts
L’estate era ormai inoltrata, ed Ellen era impegnata a cercare nuovi professori da assumere. Quasi tutti quelli che erano già a scuola erano stati mandati via, e la nuova Preside doveva occuparsi di cercare qualcuno che li sostituisse. Ma non era affatto facile. Vista la rapidità con cui facevano una brutta fine Presidi e professori, nessuno voleva più insegnare a Hogwarts. E come poteva lei biasimarli? Dopotutto anche lei stessa, se non avesse saputo la verità dietro a quelle morti, avrebbe avuto un certo timore. Ma Ellen Caulfield sapeva bene cosa c’era dietro a quelle persone morte o scomparse: lei stessa. Lei aveva ucciso la maggior parte di quelle persone, perciò sapeva che non c’era da preoccuparsi. Tuttavia non poteva affatto dire una cosa del genere a chi si proponeva per un ruolo a scuola durante un colloquio. Perciò doveva solo sperare che nessun altro decidesse di scappare e piantarla in asso di punto in bianco. Dopotutto, ora che era diventata Preside, era suo desiderio far tornare la scuola al suo massimo splendore, e non ci teneva a far morire qualcun altro se non si fosse rivelato del tutto necessario.
Quel giorno, il colloquio che Ellen stava per effettuare non era di sicuro il più piacevole. Si trattava di un colloquio per la cattedra di Divinazione, una materia che lei a suo tempo aveva seguito e mai apprezzato. Divinazione era, infatti, solo una gran quantità di chiacchiere vuote e supposizioni. Solo i veri Veggenti erano in grado di vedere realmente il futuro, e di Veggenti ne nasceva uno ogni chissà quanto tempo. Dubitava di essere in grado di trovare un vero Veggente a cui assegnare la cattedra di Divinazione, perciò si era accontentata di fare un colloquio all’unica persona che le aveva inviato una candidatura per quel ruolo. Per sua enorme sfortuna, purtroppo, quella persona era una piattola fastidiosa e petulante che non faceva altro che romperle le scatole da quando erano entrambe studentesse. Si trattava infatti di Alisea Dumont-Phoenix, appena un paio d’anni più giovane di lei ed ossessionata dalla sua figura. In poche parole era una persona strana che aveva preso Ellen a modello di vita, dando prepotentemente sui nervi alla novella Preside fin dai tempi in cui era solo una studentessa di Hogwarts.
Era il primo pomeriggio di un mercoledì di metà agosto quando Ellen si lasciò andare contro lo schienale della propria poltrona in Presidenza. Stava aspettando l’arrivo di Alisea, alla quale aveva inviato via gufo la parola d’ordine per accedere al suo ufficio quando le aveva comunicato data ed ora per il suo colloquio. Mentre aspettava che arrivasse, Ellen si perse nei propri pensieri. Chissà se era cambiata la Dumont-Phoenix dall’ultima volta che l’aveva vista. Aveva sentito dire che per un po’ di tempo aveva fatto la modella nel mondo babbano… inutile dire che l’aveva sempre considerata un tipo strano. Ma chissà, magari in quel periodo di tempo era cambiata, era cresciuta, ed avrebbe lasciato stare Ellen invece di continuare a seguirla e perseguitarla come faceva ai tempi della scuola. Perché la ex Corvonero, quando era solo una studentessa, era davvero insopportabile. O per lo meno lo era agli occhi di Ellen Caulfield.




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8/20/2016 8:08 PM
 
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Nonostante il periodo estivo, quello di Agosto in cui molti solitamente ne approfittano per andare in vacanza, andando quindi a svuotare le città, Alisea era colma di lavoro. Quasi un servizio fotografico al giorno: costumi e moda mare dell'ultimo secondo prevalentemente, ma anche collezioni autunnali e invernali per alcune riviste che approfittavano del periodo ancora estivo per indirizzare le donne a seguire i propri consigli per lo stile e lo shopping delle successive stagioni. E poi i preparativi delle Fashion Week, quelle che avevano contribuito a lanciare Alisea nel mondo della moda, alla quale però, la giovane modella, avrebbe partecipato solo come spettatrice. Se e solo a settembre non avrebbe avuto la lavorare. Ma quale lavoro può spingere un viso noto dell'alta moda a star lontana dalle passerelle? Quello di insegnante.
Alisea non si era infatti lasciata scappare l'annuncio di ricerca insegnanti ad Hogwarts, messo dalla nuova Preside, nonchè sua vecchia conoscenza. Aveva preso la palla al balzo. Non era certa di ottenere il ruolo, ma almeno voleva provarci. Aveva trovato poche ore libere, incastrate tra un servizio fotografico per una linea di abbigliamento babbano, tenutosi quella mattina, e la pubblicità per un marchio cosmetico magico che l'aveva scelta come volto, che si sarebbe tenuto quel pomeriggio. Insomma, molto poco tempo e per di più sacrificato. Ma Alisea aveva ottimizzato i tempi, levando dalla lista delle cose da fare ciò che aveva ritenuto inutile. Tipo mangiare. Avrebbe avuto tempo per il cibo dopo il lavoro, per cui il suo pranzo consisteva in una mentina all'anguria che aveva appena messo in bocca e il cui pacco aveva ancora tra le mani e che si accingeva a infilare in borsa mentre le magiche scale di pietra la portavano di fronte la porta della presidenza.
Era in ritardo. Pochi minuti. Forse un quarto d'ora. O venti? Chi poteva dirlo!
In realtà era arrivata in perfetto orario, se per perfetto orario si intende, come lei, i cinque o dieci minuti appena dopo l'orario previsto, ancora considerati accettabili. Si era dunque persa? Assolutamente no! Dopo sette anni passati in quella scuola, è difficile non ricordare a menadito ogni singolo angolo di quel castello. Per di più per tutto il primo anno era stata un'abituè della presidenza, per cui le sue gambe non ci misero molto a guidarla al cospetto dei due Gargoyle di pietra. Peccato che, giunta li, realizzò di non avere con se la parola d'ordine. Aveva quindi passato una buona mezz'oretta a chiacchierare con le due statue, nel tentativo di convincerle a farla passare ugualmente poichè aveva un colloquio con Ellen. Alla fine l'avevano fatta passare, non si sa se per levarsela dalle scatole o per farle davvero un favore.
Ed eccola li, appena giunta alla porta immediatamente in cima alle scale a darsi una sistemata prima di entrare.
Non era vestita per un colloquio da insegnante, ma più per il Coachella. La gonna era di jeans chiaro e attillato con l'orlo inferiore scucito che le lambiva la metà coscia. Sarebbe dovuta essere più corta, ma la sua altezza ridotta aiutava gli abiti più striminziti a sembrare di dimensioni accettabili. Le gambe erano nude e terminavano in un paio di sandali di morbido camoscio, dalla suola bassa e dal lungo intreccio sul davanti che faceva da infradito e da cinturino alla caviglia. Al di sopra indossava una blusa bianca e leggera, priva di maniche e con colletto tempestato di piccoli cristalli neri. In spalla una borsa di camoscio, quella in cui aveva appena fatto sparire le mentine. Di grandi dimensioni e contornata da sottili frange, dondolava su un lato, sorretta da una spessa treccia che faceva da tracolla. In tinta con le scarpe insomma. Ovviamente anche gli accessori facevano la loro parte! I bracciali erano numerosi e fatti di fili colorati, tipici dell'estate e in tono con la leggerissima abbronzatura della modella. Le mani erano adornate di piccoli anelli metallici, alcuni anche decorati da minuscole pietre o da ciondoli, messi a diverse altezze su entrambe le mani. Le unghie erano smaltate di rosa pallido e ben limate in una forma ovale perfetta, sicuramente opera di qualche estetista molto bravo. Il collo era nudo, ma il colletto della blusa riempiva comunque quello spazio che altrimenti avrebbe reso sciatto l'outfit. O almeno così lei credeva. I capelli biondissimi, schiariti un po' dalle tinte e un po' dal sole, erano lisci e appena un po' disordinati, quel tipo di disordine finto, fatto ad arte dal parrucchiere, e fermati da una coroncina di pelle marrone intrecciata con nastrini rosa, verde chiaro e azzurri. Gli stessi nastrini erano presenti nelle tre treccine, lunghissime e sottili, che aveva sul lato sinistro della chioma, uno a treccina, e gli stessi colori andavano a colorare la punta finale delle tre treccine.
Insomma, esattamente l'aspetto di un'insegnante! Ma dopotutto quelle di Divinazione sono sempre state un po' più strane, no? E lei era proprio quella cattedra che voleva. Una volta pronta, Alisea chiuse la mano destra a pugno e colpì la porta con le nocche un paio di volte, stampandosi sul viso abbronzato e poco truccato se non per un po' di lucidalabbra ed eye-liner, un sorriso allegro e un'espressione rilassata.
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8/21/2016 4:53 AM
 
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Mentre aspettava l’arrivo della candidata al ruolo di professoressa di Divinazione, Ellen si era chiesta per alcuni momenti se la sua vecchia compagna di scuola era cresciuta dai tempi in cui frequentava Hogwarts. Ellen, infatti, aveva avuto Alisea prima come compagna di scuola più giovane e poi come studentessa quando aveva iniziato ad insegnare Pozioni dopo il diploma. In tutti quegli anni la più giovane delle due non si era rivelata una grande compagnia per l’altra, quanto più un’enorme palla al piede. Era ovvio, quindi, che la nuova Preside di Hogwarts fosse leggermente preoccupata nel rivederla. Tuttavia era anche fiduciosa, perché sapeva che la Dumont-Phoenix lavorava nel mondo babbano. Nessuno poteva avere a che fare quotidianamente con i Babbani ed allo stesso tempo essere un idiota. Gli idioti che avevano a che fare con i Babbani venivano facilmente scoperti, ed un mago scoperto dai Babbani creava sempre scalpore, perché quando ciò accadeva l’intero Ministero della Magia veniva movimentato e tutti i giornali non parlavano d’altro per settimane. Perciò, siccome Alisea non era mai stata scoperta - se fosse stata beccata, tutti lo avrebbero saputo di certo - allora voleva dire che non doveva essere del tutto stupida. Magari, perciò, era maturata rispetto a quando la conosceva lei, ai tempi in cui era un’oca approfittatrice.
L’ora dell’appuntamento arrivò e lentamente passò. Ellen poggiò lo sguardo sull’orologio da taschino che generalmente teneva aperto sulla scrivania, rendendosi conto che la donna sarebbe dovuta essere da lei esattamente cinque minuti prima. E la cosa iniziò a farla spazientire, facendola sbuffare sonoramente. Come aveva detto? Doveva essere sicuramente maturata dai tempi della scuola? No, si rimangiava tutto, era ancora una ragazzina incosciente come lo era una volta. Se non era mai stata scoperta dai Babbani era solo per fortuna, indubbiamente. Non poteva affatto essere per bravura o genialità, non da parte di una persona che a scuola si faceva fare i compiti dagli altri per avere bei voti e che a ventitré anni di età ancora si presentava in ritardo ai colloqui di lavoro!
Erano passati più di dieci minuti dall’ora in cui la Preside aveva dato appuntamento alla candidata per la cattedra di Divinazione, ed Ellen stava seriamente iniziando a perdere la pazienza. Un tic nervoso stava cominciando ad impadronirsi del suo occhio destro, cosa che accadeva spesso quando era furiosa: l’occhio tremava vistosamente, ma era un’ottima alternativa al prendere qualcuno a pugni e maledizioni. Stava cercando di fare respiri profondi, per calmare il moto di rabbia che la stava invadendo, quando un pensiero le attraversò la mente. Possibile che la Dumont-Phoenix avesse deciso di non presentarsi affatto al colloquio? Inizialmente non aveva messo in conto quella possibilità, ma poteva anche essere che Alisea non fosse affatto interessata ad insegnare ad Hogwarts, ma solo a far indispettire Ellen facendole perdere del tempo prezioso.
Ellen stava già per alzarsi e raggiungere la guferia, con tutta l’intenzione di mandare una Strillettera ad Alisea, quando sentì bussare alla porta del suo ufficio. Possibile che fosse lei? Possibile che fosse in ritardo di quasi un quarto d’ora? Cercando di tranquillizzarsi, Ellen si sistemò più comoda sulla propria poltrona.
*Avanti!* disse poi con tono neutro e calmo.
Nonostante la sua voce fosse tranquilla, il suo sguardo severo era puntato verso la porta, pronto a posarsi con cattiveria su chiunque avesse varcato l’uscio. Far arrabbiare Ellen Caulfield non era affatto difficile, ma arrivare al punto in cui la donna decideva di lasciarsi andare alla sua ira rasentava l’impossibile: Ellen dopotutto aveva una sopportazione elevatissima - doveva averla per forza, o Andrew e i gemelli sarebbero morti da un pezzo. Alisea questa volta doveva fare attenzione a come si comportava, perché stava seriamente rischiando di vedere cosa accadeva quando Ellen Caulfield perdeva completamente la pazienza.




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8/21/2016 11:28 AM
 
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La voce che le rispose dall'altro lato della porta era calma. Alisea spostò la mano sulla maniglia e spinse. La porta si aprì senza cigolii e la figura di Alisea venne rivelata in tutto il suo splendore...circa.
Con fare allegro e disinvolto, ovviamente non consapevole della rabbia altrui, Alisea entrò nella stanza, chiudendosi la porta alle spalle.
*Ellen!* Quasi con sorpresa si avvicinò alla scrivania della Preside. *Ti trovo bene!*
Prese subito confidenza, quasi come se la donna che aveva di fronte fosse una sua vecchia amica che non vedeva da tempo. E forse, dal suo punto di vista era anche così. L'importante era comunque crederci.
*Scusa il ritardo. E' che ho dimenticato la pergamena con la parola d'ordine.* Scostò una delle sedie e subito prese posto, sfilando la tracolla dalla spalla e adagiandola sulla sedia accanto. Insomma, faceva come se quel luogo fosse casa sua. E in un certo senso non era forse così per tutti gli studenti ed ex studenti della scuola? Hogwarts dopo sette anni rimaneva un po' nel cuore di tutti quella che l'avevano frequentata. Ed Alisea non era diversa.
*Certo che qui non è cambiato proprio nulla. Mi sono quasi sentita al primo anno mentre imploravo i due qui sotto di farmi entrare.* E dal primo anno Alisea non era cambiata così tanto. Si, aveva l'aspetto un po' più adulto, ma se si era alzata di pochi centimetri era tanto.
*Prof! Come state?* Quest'ultimo saluto era per i quadri. Silente, la McGranitt e Piton, sue vecchie conoscenze sempre dell'anno in cui finiva in punizione un giorno si e l'altro quasi.
*Comunque.* Tornò quindi ad Ellen. Stava facendo tutto sola, il che avrebbe potuto mandare Ellen in bestia, oppure farle comodo, dal momento che non era costretta a spiccicare parola. *Ti ho portato un curriculum.*
Allungò la mano a prendere la borsa piatta di camoscio. Tirò la zip e, dopo aver frugato in quella che era palesemente una borsa adducata, dal momento che l'intero braccio vi era entrato con facilità, ne estrasse due cartelline bianche. Una era più voluminosa dell'altra, per cui Alisea scartò subito quella più sottile, porgendo alla Preside quella più voluminosa. Se Ellen non si fosse subito affrettata a prenderla, Alisea l'avrebbe semplicemente adagiata sulla cattedra, dandole modo di prenderla in ogni momento o sfogliarla li, di fronte a lei. In ogni caso la modella non badò a ciò che l'altra faceva o meno. Era troppo concentrata su ciò che doveva fare e dire.
*L'altro curriculum è per i babbani.* Disse semplicemente facendolo sparire in borsa. Sapeva di essere famosa in entrambi i mondi, per cui non si prese la briga di entrare nei dettagli. *Siccome sapevo che avremmo avuto poco tempo ho preparato tutto in anticipo.*
Ovviamente Alisea con "poco tempo" intendeva il fatto che aveva poco tempo da passare con l'ex compagna di scuola. Non aveva proprio preso in considerazione il ritardo dal momento che era abituata a presentarsi con ritardi notevolmente più sostanziosi di quello. Dopotutto si sa, le persone importanti erano quelle che si facevano più attendere. Ed Alisea si riteneva abbastanza importante da concedersi ritardi che superavano la mezz'ora e a volte anche l'ora. Insomma, Ellen era stata notevolmente fortunata.
*All'interno ci sono i curriculum magico e babbano. So che nulla di ciò che ci sta scritto può facilitarmi l'accesso alla cattedra, dato che non ho mai lavorato come insegnante, ma mi era sembrato giusto presentarlo. E poi ho allegato anche un programma. Ho usato come base quello che c'era quando eravamo studentesse. Con qualche modifica. Ho inserito alcune pratiche che non sono solite essere spiegate a lezione, ma che in altre parti del mondo sono molto più in voga. Le ho inserite andando ad eliminare tutte quelle tecniche datate che ormai non sono più di moda!* Fece una pausa per prendere un secondo di respiro e posò le iridi chiare su Ellen. *Vuoi qualche dettaglio su qualcosa in particolare?*
Finalmente decise di zittirsi, lasciando la parola alla preside.
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8/21/2016 5:54 PM
 
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Non appena Ellen le diede il permesso di entrare, Alisea fece il suo ingresso in Presidenza. E quello che accadde da quel momento in poi fu a dir poco sorprendente. La Preside non fece nemmeno in tempo a notare l’aspetto della sua vecchia compagna di scuola, perché quella aveva già cominciato a darle sui nervi con le parole. Per prima cosa le si era rivolta in maniera a dir poco troppo amichevole, come se fossero state amiche inseparabili in passato. Forse nella mente di Alisea lo erano state davvero, ma nella realtà no di certo. In più, la Dumont-Phoenix aveva appena ammesso di aver dimenticato la pergamena con su scritta la parola d’ordine per entrare in Presidenza che lei le aveva inviato. Ma insomma, quale adulta responsabile poteva scordare una cosa così importante? Era ovvio che non sarebbe mai riuscita ad entrare se non avesse saputo la parola d’ordine. Ovviamente aveva perso un sacco di tempo, ed Ellen non voleva nemmeno sapere come aveva fatto alla fine a convincere i gargoyle a farla entrare!
Mentre la più giovane delle due si guardava intorno e farneticava riguardo a come il posto era rimasto sempre lo stesso, Ellen finalmente ebbe tempo di osservare come l’altra era vestita. O meglio come era conciata, perché quello a suo avviso aveva poco a che fare con un abbigliamento dignitoso. Essendo una strega di mentalità conservatrice e particolarmente all’antica, la giovane Preside di Hogwarts era spesso abbigliata con vesti da strega dal taglio piuttosto moderno, per andare su un taglio più classico quando si trovava in compagnia di gente di una certa età. In quel momento, ad esempio, portava un abito da strega sobrio benché piuttosto corto, di color verde scuro. L’altra giovane, invece… santo cielo! Sembrava una squallida Babbana che attraversava la strada! Come osava una strega dal nome conosciuto nella comunità magica comportarsi come una qualunque pidocchiosa Magonò? Era una cosa talmente allucinante che Ellen faticò a distogliere lo sguardo da quella visuale del tutto poco consona. Nemmeno si rese conto dei differenti plichi che la sua quasi coetanea aveva tirato fuori dalla borsa, essendo ancora intenta a fissare l’aspetto a suo avviso orripilante della gonna - se così si poteva chiamare quella roba - che l’altra stava portando.
Concentrata altrove con lo sguardo come era, Ellen ascoltò solo distrattamente il monologo della candidata professoressa di Divinazione. Ma in fondo non stava dicendo chissà cosa di utile. Aveva detto di aver portato un curriculum e di aver preparato un programma che assomigliava molto a quello della professoressa che avevano avuto loro ai tempi della scuola, ma con dei tagli e delle aggiunte. Solo quando venne menzionato il programma, comunque, Ellen si decise a distogliere lo sguardo dall’outfit della ex compagna di scuola e portarlo sui fogli che questa le stava mostrando. Prese il materiale situato sulla scrivania e cominciò a sfogliare il programma, dando un’occhiata molto sommaria a quello che c’era scritto. Non poteva mettersi a leggerlo tutto nel dettaglio, o ci avrebbe messo tutta la giornata. Perciò aveva bisogno di avere un riassunto di quello che sarebbe stato studiato nel corso dei vari anni scolastici, e sulla base di ciò che aveva appreso lei a suo tempo avrebbe potuto prendere una decisione.
*Puoi farmi un riassunto di questo programma, per favore?* chiese Ellen con estrema educazione.
Il fatto che non avesse il minimo rispetto per la persona che aveva davanti non trapelava affatto dalle sue parole, che erano distaccate ma allo stesso tempo molto cortesi. Si prese un altro secondo per sfogliare il programma, poi depositò i fogli sulla scrivania e puntò lo sguardo serio e rigido sulla giovane donna che aveva seduta di fronte.
*Avrei bisogno che mi dessi un’idea di quali saranno in generale gli argomenti trattati durante ogni anno scolastico, dal terzo al settimo.* disse ancora.
Voleva avere un’idea precisa di ciò che Alisea aveva intenzione di fare. Avrebbe rovinato i suoi studenti, se l’avesse assunta? Probabilmente. Ma allo stesso tempo era purtroppo l’unica candidata che si era proposta per quella cattedra. Possibile che Ellen dovesse vedersi costretta a cancellare la materia? Per lei non sarebbe cambiato nulla, ma ci avrebbe sicuramente fatto una figuraccia con la comunità magica a cancellare una materia di insegnamento perché non aveva trovato qualcuno di valido per insegnarla. Senza contare che i fanfaroni che apprezzavano la Divinazione erano più di quelli che le faceva piacere immaginare, nel mondo magico. E non osava nemmeno immaginare cosa avrebbero detto tutti quei ciarlatani su di lei se non avesse appuntato un degno insegnante di Divinazione.
E Divinazione non era nemmeno la materia che la preoccupava di più! Per quanto le importava, Divinazione poteva anche essere cancellata. Erano Incantesimi, Difesa Contro le Arti Oscure e Storia della Magia che la preoccupavano di più: erano materie più serie e decisamente più importanti, e non aveva ancora ricevuto una sola candidatura per nessuna di esse!
[Edited by Ellen Caulfield 8/21/2016 5:54 PM]




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8/22/2016 11:21 AM
 
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Alisea continuò a parlare per gran parte del tempo, certa di essere ascoltata con attenzione. Dopotutto perchè dubitarne? Era stata Ellen a darle quell'appuntamento per il colloquio. Sarebbe stata molto maleducata a non darle modo di dire ciò che aveva da dire, ma soprattutto a non ascoltare ciò che le veniva detto. Ecco perchè continuò per parecchio, esponendo qualche considerazione circa il programma e il curriculum che le aveva appena dato. Si fermò solo per ricevere qualche domanda riguardo i dettagli del programma.
*Certo!* Fece Alisea tutta contenta che non vedeva l'ora di ricevere quella domanda. Aveva imparato a memoria il suo programma, proprio per fare bella figura, e mentre avanzava lungo i corridoi della scuola, diretta in Presidenza, lo aveva anche ripassato. Non aveva quindi bisogno del foglio sul quale aveva scritto le lezioni e gli argomenti divisi per anno, scritti in bella grafia con un inchiostro nero su una pergamena candida e ben dritta. Dai babbani aveva imparato a non arrotolare i fogli di carta che andavano dati a qualcun altro. Al più loro li piegavano o li sistemavano in graziose cartelline. E lei si era adattata, arrivando anche a preferire i fogli dritti e ordinati, piuttosto che i rotoli di pergamena che andavano a riempire la borsa in maniera disordinata, costringendoti a srotolarli uno alla volta alla ricerca di quello che ti serviva, quasi sempre finito in fondo alla borsa.
*Il terzo anno è l'anno più leggero. I bambini iniziano nuove materie e ho pensato a qualcosa di semplice, magari anche divertente, per semplificare l'approccio alla materia.* Iniziò con tono tranquillo e allegro. Le mani erano congiunte in grembo e qualche volta le slegava per sistemare una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
*Per cui dopo qualche lezione introduttiva, giusto per far capire cosa si andrà a fare nel corso dei cinque anni di lezione, si passerà alla numerologia e alla onomanzia.* Pochi secondi di pausa prima di riprendere. *Sono concetti più teorici che altro che non hanno bisogno di grandi acquisti per la materia se non pergamene, piume e inchiostro. Ovviamente avranno modo di eseguire qualche cosa in classe e poi studiare a nel pomeriggio per consolidare quanto appreso. Tutto però in maniera leggera, per favorire anche quelli che hanno preso tante materie e potrebbero aver difficoltà a seguirle tutte, ma soprattutto mettersi in pari con tutte!*
Soddisfatta da quanto detto, passò all'anno successivo.
*Durante il quarto anno inizieremo a introdurre gli oggetti divinatori, iniziando con quelli semplici. Faremo quindi Tasseomanzia, la divinazione attraverso le foglie di tè, la caffeomanzia, una sua variante che si basa sui fondi del caffè, e il pendolo magico.* Anche qui si prese qualche secondo di tempo per attendere eventuali domande e prender fiato prima di continuare. *Si tratta di tipi di divinazione semplici e leggeri. Facili da capire. Caffeomanzia e Tasseomanzia sono praticamente simili! Una volta imparate le basi, tipo come preparare la bevanda e il rituale che precede la lettura, è tutto in discesa. I simboli e i significati non andranno imparati subito a memoria, ma li impareranno con il tempo. In più ho introdotto la lettura della mano in quest'anno. Raramente si insegna, ma credo che sia molto divertente fare previsioni sulla vita o l'amore attraverso la lettura del proprio palmo o quello di un amico!*
Terminato il quarto anno, Alisea si spense nuovamente per qualche secondo, sempre in attesa di qualche domanda e per riprendere fiato. Stava parlando molto e non era neanche a metà del suo programma.
*Per il quinto hanno ho inserito qualcosa di più impegnativo e difficile da leggere, ma che richiede molta pratica e meno studio teorico. Si inizierà con lo studio della divinazione attraverso gli elementi naturali. Quindi fuoco, acqua e nuvole. Nelle ultime lezioni ho inserito, come puoi notare, l'ailuromanzia e l'aleuromanzia. Si tratta di due pratiche antiche e che solitamente non si studiano. La prima è la divinazione attraverso i comportamenti dei gatti, la seconda quella che studia la farina. Sono tecniche antiche e che verranno fatte solo a livello di teoria!* Specificare in questo caso era necessario. Alisea mai e poi mai avrebbe introdotto animali pulciosi dentro la sua aula. Lei che pur di non essere costretta a convivere con quelli dei suoi compagni di casa si era finta tremendamente allergica! E aveva funzionato! Grazie a quella balla era anche riuscita a star alla larga dalla guferia, posto che, dopo la prima visita, accaduta durante il primo anno, quando ancora la modella era piccola e ingenua, aveva popolato i suoi incubi con tutti quei pennuti che insozzavano ogni angolo della torre, fissandola con quegli occhietti piccoli e cattivi. Per non parlare dell'odore! Gli animali, quindi, sarebbero stati lontani dalla sua aula, questo era certo. Se gli studenti volevano toccare ammassi di pulci e pelo potevano frequentare Cura delle Creature Magiche!
*Gli anni dei MAGO, per quei pochi che seguiranno ancora la materia, ci saranno materie decisamente più interessanti, sebbene più complicate. Il sesto anno parleremo della Profezia, della sfera di cristallo, dell'astrologia e della divinazione con il lancio delle rune. Tecniche affascinanti che richiedono molta pratica e concentrazione. Solitamente vengono divise in due anni, ma io le ho tenute in un anno solo perchè così il settimo anno posso concentrarmi su altre cose notevolmente più interessanti. Ho infatti introdotto la cartomanzia. La divinazione con le carte è una delle migliori tecniche divinatorie, ma qui in Gran Bretagna viene spesso sottovalutata. In America, invece, è molto in voga e viene spesso insegnata. Prevalentemente a Salem. Ma credo che verrà introdotta anche nella scuola di Ilvermorny. Quindi perchè non ad Hogwarts! Giusto per stare al passo con i tempi! In più insegnerò anche la purificazione di un oggetto divinatorio. La purificazione serve soprattutto con le carte, ragion per cui l'ho inserito al settimo anno, ma può anche essere utilizzata con gli oggetti precedentemente spiegati, come il pendolo o la sfera magica!*
Terminato il suo lungo monologo, Alisea riprende fiato. In viso è stampata un'espressione soddisfatta. E' certa di aver fatto un'ottima figura. Quella è sempre stata una delle poche materie in cui ha sempre fatto tutto da se, senza ricorrere al suo fascino per farsi fare i compiti dagli altri.
*Che te ne pare?* Chiese quindi, in attesa di ottenere l'approvazione che tanto duramente si era guadagnata.
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8/22/2016 3:42 PM
 
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Alla richiesta di Ellen, Alisea cominciò ad enunciare il programma che aveva intenzione di utilizzare per i vari anni scolastici. La Preside, quindi, ascoltò in silenzio finché l’intero programma non venne completato, utilizzando la penna situata sulla sua scrivania per prendere appunti su un pezzo di pergamena riguardo a quanto detto. Scrisse qualche appunto riguardo ai vari argomenti che la Dumont-Phoenix intendeva trattare durante le sue lezioni future, specificando quali argomenti voleva spiegare ogni anni scolastico. E poi andò anche ad appuntare alcune domande che voleva fare, dei piccoli dubbi che le erano sorti mentre ascoltava il monologo dell’altra. Per educazione, comunque, non le sarebbe mai venuto in mente di interrompere una persona che stava parlando, perciò si limitò ad appuntare ciò che voleva dire per poi prendere la parola solo quando Alisea ebbe completamente terminato di parlare.
Quando poi fu il suo turno per parlare, diede una rapida occhiata agli appunti che aveva preso. Poi, puntando lo sguardo alternatamente sulla persona che aveva di fronte e sulla sua pergamena, cominciò a parlare.
*Concordo con quanto hai intenzione di fare per il terzo anno, anche se temo che la numerologia potrebbe risultare forse un po’ ostica da comprendere per ragazzi così giovani.* disse fissando la candidata negli occhi *Senza contare che potrebbe causare un po’ di dubbi nei ragazzi che studiano anche l’Aritmanzia, perché gli argomenti trattati in quelle lezioni potrebbero essere molto simili a quelli affrontati durante il primo anno di Aritmanzia. Perciò, per evitare dubbi e problemi, preferirei che le lezioni sulla numerologia venissero spostate ad un altro anno scolastico, nel caso tu venissi assunta.*
Quando si rivolse alla donna, parlò quasi come se avesse la fila di candidati per la cattedra di Divinazione, quando in realtà era ben chiaro all’intera comunità magica che nessuno voleva più insegnare ad Hogwarts. Era quindi ben intuibile che la Dumont-Phoenix fosse forse stata l’unica persona a proporsi per quel ruolo, perciò se non fosse stata assunta lei la cattedra sarebbe probabilmente rimasta scoperta.
*Apprezzo invece molto le scelte fatte per il quarto anno.* continuò poi, dopo aver dato un’altra rapida occhiata agli appunti *Soprattutto per quanto riguarda l’aggiunta della Caffeomanzia. Anche se suppongo che durante l’anno verrà data maggior enfasi al pendolo magico. Ottima scelta, direi. Si potrebbe anche inserire il pendolo fra il materiale che gli studenti che seguono Divinazione dovranno acquistare per il quarto anno di scuola; il possesso di un pendolo personale sarebbe decisamente l’ideale per migliorare le prestazioni della classe in questo settore. E per non costringere la scuola ad un acquisto di massa di pendoli nuovi, ovviamente.* disse ancora, cominciando a far spaziare la mente in ragionamenti che andavano oltre il semplice programma scolastico, arrivando anche a toccare le piuttosto limitate finanze della scuola.
*Trovo molto curiosa la scelta del programma per il quinto anno. La divinazione attraverso gli elementi, ovviamente, è un argomento molto classico. Ma le altre due pratiche? Decisamente antiquate e non presenti in un programma di Divinazione da moltissimo tempo. Addirittura penso che potrebbero rendere la cosa più interessante.* proseguì nel dare i suoi commenti.
Forse Ellen non lo avrebbe mai ammesso ad alta voce, ma non poteva negare di aver gradito non poco il programma proposto da Alisea. Non era male, dopotutto. Possibile che alla fine l’avrebbe assunta davvero? In fondo qualcuno avrebbe pur dovuto assumere, e quella era la sua unica candidata, che si stava tra l’altro dimostrando capace.
*Per quanto riguarda gli anni dei M.A.G.O., inoltre, trovo geniale l’aggiunta della cartomanzia. Mi chiedevo, in effetti, perché non fosse ancora presente nei programmi di Hogwarts. Insomma, non possiamo lasciare che Ilvermorny sia sempre un passo davanti a Hogwarts. Mi sembra ottimo arrivare a qualche soluzione interessante prima di loro, per una volta!* ammise con interesse.
Sì, decisamente stava apprezzando non poco quello che le era stato detto fino a quel momento. E poi c’era una cosa che gradiva particolarmente: i tagli che Alisea aveva fatto al programma di quella vecchia pipistrella della Cooman. Diario dei sogni… Ellen avrebbe voluto bruciarlo quel maledetto diario dei sogni! Quando frequentò lei Divinazione, quella donna fece tenere quell’orrido diario a tutta la classe per un trimestre intero. Un inutilissimo spreco del suo tempo preziosissimo! Era ottimo scoprire che le nuove generazioni non avrebbero dovuto sottostare a quel supplizio.




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8/23/2016 4:19 PM
 
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Durante il lungo, lunghissimo, forse interminabile, monologo della modella dai capelli biondissimi, la Preside aveva preso appunti. Alisea non ci aveva fatto caso. Era troppo presa da ciò che doveva dire, dalla spiegazione dettagliata che stava facendo e dal cercare di ricordare con ordine e precisione tutto ciò che aveva inserito nel programma, che comunque era molto vario.
Fino alla sera prima aveva comunque lavorato a quell'elenco di argomenti e nozioni, ripassando gli argomenti che non ricordava bene per vedere se tenerli o meno. Di partenza aveva usato il programma che aveva seguito quando era studentessa e da li aveva levato le cose che riteneva inutili, noiose o semplicemente che non le piacevano, sostituendole con argomenti che gradiva notevolmente di più, oppure con novità che erano particolarmente in voga in altri posti: quindi la lettura della mano, la cartomanzia, la caffeomanzia, tutte discipline che erano oggetto di studio altrove o semplicemente diventate di moda nei salotti e nei club magici.
Fatto sta che, nel momento in cui la vide osservare gli appunti, non solo si chiese quando li avesse scritti, ma si chiese anche cosa avesse appuntato. Giudizi su di lei? Sul suo programma? Critiche? Ovviamente solo cose carine, ci scommetteva! Il suo programma era perfetto e poi erano state compagne di scuola e non erano mai state nemiche, per cui di certo non avrebbe mai scritto qualcosa di negativo sul suo conto. Magari non erano amiche, ma erano sulla buona strada per esserlo. E lo sarebbero diventate con l'assunzione di Alisea. Il tutto, però, secondo la ex-Corvonero.
Ascoltò le domande senza interrompere Ellen, ricambiando quindi quella cortesia che aveva ricevuto poco prima. Storse appena il naso, un po' contrariata, quando le venne mossa quella che si poteva identificare come una critica.
*In realtà la numerologia studiata in Aritmanzia è complicata. Ma la numerologia divinatoria è piuttosto semplice. E' il modo migliore di familiarizzare con la divinazione, dal momento che non è solo conoscenza del futuro, visioni e premonizioni. La divinazione si basa anche sul capire chi si ha di fronte, analizzarne il carattere e cercare di analizzare i suoi movimenti. Se si riesce a prevedere ogni azione di colui che ci richiede una divinazione, cosa possibile solo attraverso la conoscenza di chi si ha di fronte, allora è più facile adattare il significato dei segni a ciò che vediamo. I segni hanno tante interpretazioni, ma non dei significati precisi. Bisogna piegarli ed adattarli a ciò che vogliamo sapere e a ciò che ci viene chiesto.* Una piccola pausa, tanto per cambiare, per prender fiato. Iniziava ad avere la gola secca e probabilmente appena fuori da li sarebbe andata a cercare un posto in cui bere qualcosa rapidamente.
*La numerologia vista come significato dei nomi e dei numeri serve a questo. Si analizzano il nome e la data di nascita. E da li andiamo ad avere un'idea precisa di chi abbiamo di fronte, facilitando la divinazione. Sono cose...preliminari. Senza queste cose è inutile passare ai metodi divinatori. Semplici o complessi che siano.* Finì quindi di spiegare le ragioni di quella sua scelta. Lo fece con calma, cercando di far capire ad Ellen perchè non potesse proprio sposare quella fetta di programma. E poi Tasseomanzia e Caffeomanzia erano troppo complessi per bambini del terzo anno.
*Al massimo si può utilizzare questo come anno di prova. Se i bambini dovessero risultare confusi, almeno quelli che seguono sia Divinazione che Aritmanzia, potrei provare a semplificare la cosa ulteriormente o anche spostarla. Magari posso anche eventualmente parlare con il docente di Aritmanzia e provare a fare una lezione insieme per evitare che sorgano dubbi di qualche genere!* Che poi Alisea mica lo sapeva chi era il docente di quella materia che lei non aveva mai capito. Ecco perchè alla fine chiese: *Chi insegna Aritmanzia?*
La domanda venne posta al presente. Non aveva idea che anche Aritmanzia fosse una cattedra vacante. E se anche lo avesse saputo non sapeva comunque se l'insegnante era stato o meno trovato! Passò comunque rapidamente oltre, proseguendo a rispondere alle osservazioni della Preside circa il programma.
*La Caffeomanzia verrà trattata, ma comunque per ora verrà dato più spazio alla Tasseomanzia, che è un classico e al pendolo. Quanto agli eventuali acquisti, credo che una decina, anche meno, di pendoli possano bastare. Ai fini delle mie lezioni servono quelli in quarzo ialino a forma di obelisco. Sono i più semplici da usare e i più economici. La catena non è importante, per cui se ci sono problemi a livello finanziario si può optare per un semplice cordincino. Sono certa che basterà comprarne meno di una decina. So per esperienza che gli studenti più abbienti sono quasi allergici al materiale fornito dalla scuola.* Rise divertita. Lei rientrava in quella categoria quando era studentessa. E sotto sotto faceva parte ancora di quella categoria. *In più se la classe mantiene la stessa struttura "a gruppi di quattro", basterà fornirne uno a banco, nell'eventualità in cui nessuno lo compri, e gli studenti faranno a turno per usarlo. In più mi rendo sempre disponibile a fornire chiarimenti nelle mie ore libere. O ad aprire l'aula e supervisionare studenti che vorranno utilizzare gli oggetti nel loro tempo libero o per approfondirne lo studio.* Sperava che tutta quella dedizione potesse aiutarla ad ottenere il ruolo. Ci teneva davvero, dopotutto.
*Le altre due pratiche del quinto anno le ho inserite per due ragioni. La prima è perchè sono semplici e curiose. La seconda è perchè la scuola è solitamente piena di gatti e in linea di massima è facile trovare farina nelle cucine, se non in quelle della scuola, almeno in casa propria. Potranno esercitarsi in ogni momento e senza dover far richiesta del materiale dell'aula. Anche perchè non ho intenzione di riempire di gatti la mia classe e non ho gatti da prestare!* Quest'ultima frase venne pronunciata con un moto di leggero disgusto. Proprio non li poteva vedere gli animali!
*Salem ha i Tarocchi nel suo programma da almeno un secolo e mezzo. La scuola giapponese studia i ching. Non vedo perchè non studiare i tarocchi. Anche solo gli Arcani Maggiori offrono divinazioni precise nella maggior parte dei casi. E poi sono solo una ventina. Non occupano spazio e sono semplici da portare in borsa in ogni momento.* Inutile dire che lei non aveva con se il suo mazzo, andato perso durante il trasloco nel nuovo appartamento. Quello e la gran parte dei suoi oggetti divinatori. Prima del nuovo anno scolastico avrebbe comprato nuovamente tutto.
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8/24/2016 12:35 AM
 
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Ancora una volta, Ellen ascoltò in silenzio quello che Alisea stava dicendo. Il suo ragionamento riguardo la numerologia, in effetti, non faceva una piega. Anche se forse era davvero il caso che, se assunta, discutesse la questione con il docente di Aritmanzia prima dell’inizio dell’anno scolastico. Peccato solo che il posto di docente di Aritmanzia era ancora vacante, ed Ellen aveva ricevuto una sola richiesta per quella cattedra. Richiesta che, ovviamente, stava debitamente ignorando come se non fosse mai avvenuta. Ma non voleva fermarsi a pensare alla petulante piattola che aveva fatto richiesta per Aritmanzia. Era meglio concentrarsi su Divinazione, il colloquio al momento in corso.
*Il tuo ragionamento ha effettivamente un senso. Trovo che la numerologia non sia l’unico possibile primo approccio alla divinazione, ma effettivamente è uno dei più efficaci. Perciò posso accettare che il programma si mantenga così com’è a patto che quella parte di lezioni venga concordata insieme al professore di Aritmanzia.* disse, poi fece una piccola interruzione durante la quale si schiarì la voce in maniera quasi stizzita *Purtroppo al momento la cattedra in questione è ancora scoperta, ma ho un candidato mediamente qualificato che si è proposto per quel ruolo. Temo per quello che potrebbe fare ai miei studenti, che Merlino ce ne scampi, ma indubbiamente conosce l’argomento ed ahimè è l’unico candidato.* ammise quasi controvoglia, assumendo uno sguardo decisamente contrariato.
Parlare di quella certa persona non era affatto semplice per Ellen. Se Alisea era stata per lei fastidiosa quando era una studentessa, il candidato alla cattedra di Aritmanzia era stato il suo incubo fino all’anno prima. Per sette anni lo aveva avuto come studente, e per sette anni lui l’aveva a dir poco tormentata. Il solo pensiero di rimetterselo dentro la scuola dopo averlo finalmente visto diplomarsi, e per di più dargli anche un ruolo di responsabilità, dava letteralmente i brividi alla giovane Preside. Cercò quindi di distogliere quel pensiero dalla mente e tornare a concentrarsi su ciò che contava in quel momento.
*Per tutto il resto sono d’accordo, e quando verrai integrata come docente ci accorderemo per l’acquisto di tutto il materiale divinatorio di cui gli studenti avranno bisogno per seguire la tua materia.* disse Ellen con un tono estremamente neutro.
Prese un bel respiro prima di continuare. Era ufficiale, lo stava facendo. Stava seriamente assumendo Alisea Dumont-Phoenix. Espirò e poi porse la mano alla nuova professoressa in maniera del tutto professionale.
*Benvenuta nel corpo docenti di Hogwarts. Congratulazioni.* disse infine, senza accennare nemmeno un minimo sorriso.




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1/14/2017 3:43 PM
 
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Continuò ad annuire con tono tranquillo. Divinazione era la sua materia. Era praticamente intoccabile. Conosceva quasi tutti gli ambiti della disciplina in questione. Quelli che aveva messo nel suo programma erano quelli che le piacevano di più e padroneggiava meglio, così che neanche lo studente più secchione o più dotato potesse prenderla in contropiede con qualche domanda. Poi aveva anche altri rami della materia che conosceva in maniera buona, ma la maggior parte erano stati tralasciati in quanto troppi noiosi. Lei stessa che amava Divinazione li aveva detestati, pur avendoli studiati e approfonditi per ottenere un buon voto ed entrare nelle grazie dei suoi insegnanti. Ovviamente non voleva che i suoi studenti odiassero la sua materia e lei perchè la insegnava, per cui aveva cercato di rendere il tutto più interessante e piacevole possibile. Aveva cercato le materie più semplici per il primo anno e aveva mantenuto una semplicità di base per tutto il ciclo dei GUFO. Le lezioni più ardue sarebbero state per gli studenti MAGO, ma ovviamente non poteva assolutamente render loro semplici le cose. Gli ultimi due anni dovevano essere mirati a consentire ai suoi studenti di raggiungere un certo tipo di preparazione che fosse il più elevata possibile. E senza argomenti complessi sarebbe stato impossibile.
Non poteva poi negare che qualche argomento era stato inserito qui e li al solo scopo di far vedere quanto fosse competente nelle materie classiche quanto in quelle arcaiche e moderne. Si, parte di quel programma era stato creato anche per impressionare Ellen, la Preside che per anni era stato il suo modello. Voleva farle vedere che ora non erano più la studentessa più grande con quella più piccola, o l'insegnante e l'allieva. Da quel momento sarebbero state esattamente alla pari!
*Ovviamente!* Proseguì, promettendo quindi di parlare con il docente che si scoprì essere ancora in via di selezione. *Oh!* Fece nell'udire le parole della preside. *Per fortuna c'è ancora tempo o sbaglio?* Chiese in maniera retorica. La scuola sarebbe iniziata a Settembre e le lezioni non prima della seconda settimana di quel mese. Ed era ancora estate. C'era tutto il tempo per cercare un nuovo candidato! *E se nel peggiore dei casi non dovesse presentarsi nessun altro, sono certa che se conosce la materia andrà comunque bene. Potrà occupare la cattedra per quest'anno, dandoti il tempo di cercare un candidato decisamente più qualificato!* Concluse.
Aveva dato per scontato che Ellen avesse implicitamente richiesto un suo punto di vista sull'argomento, altrimenti perchè dilungarsi nella spiegazione dell'unico candidato? Avrebbe semplicemente potuto dirle che non aveva un insegnante e basta. E invece no! Si era dilungata. Anche questo era per Alisea un segno. Il segno! Ellen stava per diventare una sua amica e il fatto che le avesse chiesto un suo parere sulla questione, cosa che era accaduta solo nella mente di Alisea, ne era la dimostrazione.
Tornarono quindi alla parte più formale del colloquio. Annuì ancora una volta, senza rispondere, lasciando che quell'unico gesto del capo lasciasse intendere che era d'accordo anche lei. Quando invece le porse la mano, annunciandole con tono formale che era ufficialmente una nuova insegnante di Hogwarts, Alisea rispose con il più ampio dei sorrisi.
*Davvero?* Domanda retorica. Era certa che avrebbe ottenuto il posto, non solo per la sua preparazione e il suo programma eccellente, ma soprattutto per la sua neo nata amicizia con la Preside. Afferrò la mano della donna con entrambe le sue. *Grazie! Grazie mille!* La agitò un paio di volte. I modi erano entusiasti e molto allegri. Poi la lasciò e tornò con le mani al loro posto.
Dal momento che era ufficialmente una docente, il colloquio era finito ed entrambe potevano abbandonare la formalità. Alisea cambiò quindi posizione, portando una gamba sotto il sedere e i gomiti sulla scrivania, affondando il viso sulle mani.
*Non vedo l'ora di iniziare.* Ammise con tono confidenziale. *E soprattutto non vedo l'ora di conoscere i nuovi colleghi.* Ammiccò, certa che Ellen avrebbe capito il senso effettivo della frase. *Chi saranno i miei colleghi? C'è qualche bell'uomo single?* Proseguì con il medesimo tono.
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1/14/2017 4:54 PM
 
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Quando Ellen aveva menzionato il fatto che non ci fosse ancora un insegnante di Aritmanzia ma solo un candidato, lo aveva fatto perché in fondo in fondo, dentro di sé, sentiva il bisogno di sfogarsi con chiunque avesse delle orecchie funzionanti per starla a sentire. Eric Green era un incubo di essere umano, e lei aveva il terrore di quello che avrebbe potuto combinare se lo avesse accettato nel corpo docente della sua preziosa scuola. Sarebbe stato addirittura peggio che accettare quella piattola di Alisea! Mossa che, tra l’altro, aveva appena effettuato. In poche parole, se aveva parlato del candidato alla cattedra di Aritmanzia era stato per lamentarsi, non si certo perché le interessava sentire l’opinione della persona che aveva davanti. Anzi, sarebbe stata molto meglio se non avesse sentito mai più la voce della persona che aveva davanti in quel momento. Eppure la nuova docente di Divinazione prese a parlare come se le fosse stata data la parola. O peggio, come se le fosse stata chiesta la sua opinione. Inutile dire che, nel sentirsi rivolgere quelle parole, Ellen allargò leggermente gli occhi per lo stupore. Un gesto minimo, difficilissimo da percepire ad occhio esterno, ma pur sempre avvenuto. Era ovvio che non si aspettasse di sentire proprio quella persona cominciare a dare consigli come se sapesse di cosa si stava parlando, come se si rendesse conto di che cosa volesse dire controllare una scuola come Hogwarts in un momento delicato come quello in cui si trovavano. Lei dopotutto era il braccio destro del Ministro Morgan, e aveva intenzione di conquistare Hogwarts per lui, ma ciò ovviamente doveva rimanere un segreto, e non faceva che rendere più difficile per Ellen sopportare i dettagli della sua nuova vita quotidiana. Ci mancava pure Alisea! Decise quindi di ignorarla completamente.
Quando poi la Preside offrì di malavoglia la mano alla nuova professoressa, quella la prese fra le sue e cominciò a ringraziarla in una maniera del tutto informale che Ellen trovava inappropriata alla situazione e poco consona all’ambiente in cui si trovavano. Ma insomma, cosa le era preso? Fino a poco prima era stata invadente e fastidiosa, quello era vero, ma per lo meno si era mantenuta su un tono professionale. Perché d’un tratto si comportava come se stesse parlando con una cara amica? Possibile che nella sua testa bacata loro due fossero ancora amiche, come l’ex Corvonero pensava ai tempi della scuola, quando in realtà non lo erano nemmeno mai state? Un brivido di orrore percorse la schiena di Ellen mentre ritirava la mano per riprenderne possesso, pulendosela rapidamente sulla gonna del vestito da sotto la scrivania, in modo che il gesto non fosse visto.
Con estremo orrore della Caulfield, poi, la Dumont-Phoenix si accomodò come avrebbe fatto quel bifolco di Andrew alla Testa di Porco e cominciò a… a… a spettegolare! Come se alla Preside di Hogwarts potesse andare di star lì a fare gossip con lei sugli altri insegnanti! Alisea le aveva infatti chiesto chi erano gli altri professori, e se c’era qualche bell’uomo single. Immediatamente il pensiero di Ellen cadde su Andrew, che era uno studente del settimo anno felicemente fidanzato quando Alisea era entrata a scuola; lei quindi non aveva mai avuto modo di vederlo in azione come playboy, di conseguenza non era ancora entrata nella collezione di studentesse conquistate da suo fratello. Ora che entrambi erano a Hogwarts in veste di professori, quindi erano entrambi adulti -si fa per dire- e consenzienti, c’era il rischio che tentassero di rimettersi in pari per quella mancanza. Questa volta il solo pensiero riuscì a causare in Ellen un moto di disgusto che la portò a fatica a mantenere un’espressione neutra, mentre in realtà stava trattenendo un conato di vomito.
*Se la tua idea per l’anno che sta cominciando è quella di rimorchiare i colleghi invece che concentrarti sui tuoi doveri, ti assicuro che non avrai vita facile. Tutti gli insegnanti che ho trovato fino ad ora sono persone dalla spiccata intelligenza e di una certa età.* disse, come a lasciar intendere che nessuna di quelle persone era il tipo ideale di Alisea né il tipo che si lasciava conquistare da una del genere. Ovviamente Andrew sarebbe stato il primo a farsi fregare, ragione per la quale Ellen si guardò bene dal menzionare la presenza di suo fratello nel corpo docenti.
*Al momento comunque sono pochi ancora gli insegnanti il cui ruolo è stato confermato. Per la maggior parte delle materie devo ancora terminare di svolgere i colloqui.* disse, ed a quelle parole inevitabilmente lasciò seguire un sospiro rassegnato.
Non ci teneva a far sapere a tutti la situazione delicata in cui si trovava la scuola, ma la cosa la preoccupava talmente tanto che purtroppo aveva difficoltà a trattenersi dal parlare di quell’argomento. Materie inutili come Divinazione, infatti, avevano avuto dei candidati, mentre materie importanti come Difesa Contro le Arti Oscure o Incantesimi ancora non avevano ottenuto nemmeno una richiesta…
*Anzi, sono piuttosto preoccupata per quanto riguarda alcune materie in particolare. Incantesimi, Difesa Contro le Arti Oscure e Storia della Magia sono tra le materie più importanti per la cultura di tutti i giovani maghi, eppure non sono ancora riuscita a trovare nemmeno un candidato mediocre per una di quelle materie. Temo che, se continua di questo passo, dovrò lasciar cominciare l’anno scolastico con quelle tre cattedre scoperte…* si sfogò in maniera pacata, accompagnando le parole con un lungo sospiro.
Alisea voleva giocare a farle da amica? Bene, e allora non avrebbe ottenuto in cambio del gossip, avrebbe ottenuto i suoi sfoghi!
[Edited by Ellen Caulfield 1/14/2017 5:00 PM]




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2/4/2019 6:02 PM
 
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Non ci poteva credere. Ellen Caulfield si stava davvero sfogando con lei? Non solo aveva appena richiesto un suo giudizio e la sua preziosa opinione su delicate faccende da preside. Subito dopo aveva iniziato davvero a sfogarsi. Quello era decisamente l'inizio di qualcosa di nuovo. Stavano portanto la loro amicizia ritrovata ad un livello superiore. Non era l'amicizia di due studentesse, basata sull'amichevole competizione nello studio, in cui a dire il vero Ellen eccelleva, ma Alisea non l'avrebbe mai presa a modello se fosse stato semplice ritrovarsi al suo livello. Ma doveva anche ammettere che tutto sommato aveva avuto le
sue soddisfazioni! Ma in quel momento era tutto diverso. Erano due adulte. In più lavoravano nella stessa scuola. Ellen era Preside, ma Alisea non ambiva a tanto. Le bastava la sua cattedra. In ogni caso, levando il minimo dettaglio della presidenza, erano praticamente al pari. Erano colleghe. Nessuna competizione, amichevole o meno che fosse. Potevano davvero essere amiche come non lo erano mai state. Ed anche Ellen doveva esserne d'accordo, altrimenti non l'avrebbe assunta. E non l'avrebbe tenuta li a chiacchierare pacificamente, invece di congedarla per tornare entrambe alle proprie fitte agende. La stava trattenendo nel suo studio per cercare di recuperare il tempo perduto. Insomma, era un quadretto bellissimo e lei non aveva certamente il coraggio di lasciarselo scappare per uno stupido shooting fotografico! Avrebbe tardato. Dopotutto le persone importanti devono farsi aspettare! E la sua amicizia con Ellen, le sue difficoltà, avevano la precedenza anche sul lavoro. Che persona dolce e premurosa che era Alisea. Sempre pronta a prodigarsi per il bene delle persone care!
Che poi, tutta questa delirante amicizia, fosse solo nella testa di Alisea, erano ovviamente ulteriori dettagli. Ellen probabilmente non vedeva l'ora di levarsela dai piedi, non aveva minimamente chiesto un suo parere, ma Alisea era talmente immersa nel suo sogno tutto rosa, che di certo non avrebbe prestato attenzione agli impercettibili segni che la Preside dava ogni qual volta Alisea proferiva parola.
Alisea se ne stava beata su quella sedia, nella postura meno adatta alla futura insegnante di Hogwarts, con tutta l'intenzione di non alzarsi più di li a meno che non fosse stato strettamente necessario. Insomma, se Ellen voleva disfarsi di lei, avrebbe dovuto sollevarla di peso e cacciarla via. Darle retta, continuando a chiacchierare, non era certamente il modo migliore di levarsela dai piedi. Ma Ellen era evidentemente troppo educata per poterlo fare. O forse era troppo sconvolta per reagire. Fatto sta che Alisea ne approfittò subito. Si mise più comoda, potando sotto il sedere anche la seconda gamba. Era praticamente inginocchiata su quella scomodissima sedia. Stava più comoda? Decisamente no, ma appariva decisamente più alta, anche se non ne faceva una tragedia. La sua ridotta statura era quasi un marchio di fabbrica ormai, dopo tutti quegli anni passati sulle passerelle o di fronte l'obiettivo di qualche fotocamera. Ellen poi le dava anche retta. Bastava quello a farla sentire alta.
Quando le venne rivolta quella battutina, Alisea non si scompose. A dire il vero non l'aveva neanche del tutto capita, ma cercò di dissimulare. Con la destra si esibì in un pigro svolazzo delle dita unite. Un segno di noncuranza.
*Oh!* Fece in un sospiro. Non colse, come abbiamo già detto, quello che avrebbe potuto essere un vago insulto. Una persona
più sveglia, o comunque qualcuno che viveva nel mondo reale e non nel mondo rosato di Alisea, avrebbe notato che le era appena stato dato della gallina, nonchè di qualcosa di poco appetibile per una mente illuminata. Alisea si concentrò invece sul fatto che fossero tutti di una certa età. *Peccato!*
Dopo il primo moto di sconforto, non sembrava poi così dispiaciuta. Certo, stare a scuola non era il suo modo per rimorchiare. Ci poteva riuscire benissimo al di fuori delle grandi mura di Hogwarts. E poi lei non era neanche davvero interessata ad una storia d'amore, men che meno ad una con un insegnante di quarta categoria. Era una modella di fama mondiale! Ma si sa come vanno certe cose. Un gruppo di persone circondate prevalentemente da ragazzini e con ben pochi veri adulti. Si fa comunella, si fa tardi la sera, la bevutina ai Tre Manici o alla Testa di Porco, giusto per avere più intimità, dopotutto per un personaggio pubblico come lei è facile essere riconosciuta nei locali migliori. In quelli peggiori, invece, si supponeva che una come lei non ci mettesse piede, per cui aveva pace assicurata lontana dai riflettori che amava tanto. Ma, tornando al sogno rosa di Alisea, tutti
questi begli adulti, magari con un goccetto di Incendiario di troppo, avrebbero deciso di divertirsi un po' insieme...Dopotutto Alisea non voleva una storia d'amore, ma una scappatella con un uomo aitante e affascinante non se la sarebbe certamente negata!
*Vorrà dire che ne approfitteremo per un po' di sano cameratismo e qualche serata tra signore!* Perchè uomini non ce ne stavano, ma c'era comunque Ellen. E visto come stava procedendo bene la loro amicizia, sicuramente ci sarebbero state tantissime serate tra ragazze a base di alcolici e pettegolezzi. Anche gli animi più duri e restii diventavano morbidi con un buon vino rosso!
Fatto sta che Alisea sorrideva allegra e cordiale, inebriata da quelle congetture e da quelle fantasie che non vedeva l'ora di realizzare. Che anche Ellen fosse dello stesso acchito era poi scontato, ovviamente. Alisea non stava chiedendo il suo parere, stava solo esponendo dei fatti oggettivi e reali.
*Ah!* Anche qui il viso di Alisea si illuminò. Se c'erano ancora posti vacanti, c'era ancora spazio per qualche bel giovanotto. *Quindi non tutto è ancora perduto!* Ebbene si, ogni sorta di frecciatina era passata assolutamente in secondo piano e non era stata minimamente calcolata.
*Oh Merlino!* Si lasciò scappare Alisea nello scoprire che cattedre essenziali non erano ancora state assegnate. *Non si può!* Scosse la testa. La bocca formava una "o" elegante e di pura meraviglia. Non era preside, ma non ci voleva una preside per capire che determinate materie non potevano assolutamente essere soppresse.
*Non si può proprio!* Sospirò ancora in pieno sconforto. Si sentiva inerme. Avrebbe tanto voluto essere d'aiuto alla cara amica che le aveva appena aperto il suo cuore ed espresso i suoi problemi.
Lo sconforto durò poco. Il viso si illuminò, mentre un caldissimo sorriso di trionfo fece la sua comparsa.
*Assumi me!* Fece con tono incoraggiante e fiducioso. Solo dopo un attimo si rese conto della castroneria che aveva appena detto. Alisea era stata appena assunta. Non poteva essere assunta nuovamente, no? Si schiarì quindi la voce e riprese.
*Intendevo, dammi un'altra cattedra.* Aggiunse, rendendo più chiaro il suo pensiero. *Non sono molto tagliata per materie come Difesa o Storia. Mi sono sempre annoiata durante le lezioni di Storia e con Difesa dovrei portare tipo....cose...cioè...creature in classe. O comunque farle vedere!* Un brivido le percorse la schiena al solo pensiero. Finchè si trattava di combattimento poteva essere un valido aiuto. Ma Difesa contro le arti oscure includeva anche tutta una grossa fetta di creature da analizzare e studiare. Le stesse dalle quali dovevano difendersi. E lei non ne voleva minimamente sapere. Ma con Incantesimi la cosa era completamente diversa. Niente animali, niente cose strane. E poi lei era una più che valida strega.
Sollevò appena il sedere dalle gambe piegate, avvicinandosi ad Ellen millimetricamente.
*Che sia chiaro, questa deve rimanere una confidenza. Ma mi fido di te!* Le fece l'occhiolino, un gesto complice, prima di continuare, abbassando notevolmente il tono di voce. Era chiaro che quel tratto di conversazione doveva rimanere confidenziale. *Ovviamente sono incredibilmente bella, per cui è facile credere che mi sia fatta strada nel mondo della moda grazie al mio talento e al mio bel viso, ma non è così. La vita da modella è così difficile!* Sospirò con fare melodrammatico, prima di proseguire con lo stesso tono confidenziale. *Durante le prime audizioni venivo scartata perchè ovviamente troppo bassa!* Chi lo avrebbe mai detto! *Ma appena prima di ricevere il rifiuto, mi bastava un semplicissimo incantesimo non verbale e TAC!* Il "TAC" venne detto con un tono più alto. In realtà era quasi normale, ma in mezzo a quel lunghissimo sussurro era quasi un grido. *Un semplicissimo Confundo ed ero io la prescelta!*
Ritornò seduta, sempre nella scomposta posa, quindi con il sedere sulle gambe, e con un tono di massima complicità. *Non lo avresti mai detto eh!* Fece con il naso all'insù, quasi trionfante.
*Che ne dici? Non ti sembra un'idea eccezionale?* Chiese Alisea. Dal suo punto di vista era una domanda retorica. Ovviamente non si aspettava una risposta contraria. Bastava guardare quello sguardo compiaciuto e quegli occhi che brillavano di fiducia nel mondo. Sembrava prontissima a sollevare la scuola intera.
*Ovviamente ci vorrà un programma più che valido!* Osservò dopo un attimo. Sospirò, rimanendo per un attimo sospesa a riflettere.
*Ci sono!* Afferrò la borsa ed estrasse una delle cartelline. Quella più smilza. Afferrò una pagina di una delle copie del suo curriculum babbano e lo adagiò sulla scrivania di Ellen con il fronte a contatto con il legno, in modo che il foglio, di comunissima carta bianca babbana, potesse rimanere a vista. Poi frugò ancora in quella borsetta, fino ad estratte una penna. Ovviamente, visto di chi stiamo parlando, non era una penna d'oca, di quelle da intingere in un calamaio, come da usanza dei maghi. La sua era una comune penna babbana. Anche piuttosto eccentrica. Il tappo era rosa acceso ed Alisea lo levò velocemente per posarlo su un angolo del foglio. Il resto della penna era un comune tubicino. Peccato che fosse rivestito di pailettes colorate e con un ciondolo a forma di piuma dai colori sgargianti che pendeva di lato. Si, decisamente eccentrica.
*Dovrebbe funzionare....* Mormorò tra se e se osservandone la punta. E, giusto per essere sicura, tracciò qualche ghirigoro su uno degli angoli, in alto a destra. Dopo un attimo di incertezza, dalla punta fuoriuscì un tratto deciso e netto di inchiostro. Rosa confetto.
*Oh...* Fece Alisea con un moto confuso. *Ero certissima fosse una di quelle nere. Al massimo blu!* Ma una penna così eccentrica poteva avere un colore di inchiostro normale? Evidentemente per la testolina bacata di Alisea si! Alla fine scrollò le spalle. *Purchè scriva!*
Per Alisea il succo era quello. Doveva solo fare il suo dovere. Scrivere! Che poi non fosse professionale erano solo dettagli! Dopotutto quelle erano tutte formalità che andavano fatte, per burocrazia. Ma quel posto era già suo. Lo era stato dato già nel momento in cui si era proposta. Almeno secondo Alisea. Anche perchè, secondo la sua logica, Ellen non avrebbe mai detto di no ad una sua così cara amica che si stava prodigando per darle una mano! Non sarebbe stato da lei! Che bello il mondo di Alisea.
Fatto sta che, messo il foglio di traverso, così che anche Ellen potesse leggere ciò che lei andava scrivendo, iniziò a scrivere.
*Per il primo anno iniziamo con cose semplici! Un'introduzione alla materia e qualche cosa di semplice. Il Candelignistis, per esempio. E ovviamente l'incantesimo di Levitazione, così che si possano usare delle semplici candele e non quelle fetenti piume che hanno fatto usare a noi. Poi proseguirei con Locomor e Mobili, che sono semplici. Locomor Mortis e il Pietrificus Totalus, che studieranno per lo più per gli scherzi, per cui li metterei a metà anno, magari vicino Pasqua, visto che sono semplici e divertenti e magari presteranno attenzione alla lezione e non alle vacanze. Chiuderei con un Alohomora e, ovviamente, anche Aperio, Che dici? Sono semplici e molto molto utili.* Schioccò la lingua sul palato e riprese a scrivere. Iniziò con il tracciare la frase "Secondo Anno" con la sua elaborata grafia piena di svolazzi. Per quanto stava facendo tutto di fretta, era palese che volesse comunque far colpo. E anche una grafia carina faceva colpo.
*Per il secondo anno, continuerei con le cose semplici ma utili, così anche i nati babbani possano capire che la magia non è solo sventolii di bacchetta o combattimento, ma è anche cosa da tutti i giorni. Quindi....* Sospirò pensierosa. *Oh, certo. Gratta e Netta. E anche Tergeo. Per iniziare. E poi Densaugeo e Frenonectio. Sono divertenti. E se fatti sotto le vacanze di Natale, come detto per il Locomor Mortis e il Pietrificus Totalus, li terranno svegli e concentrati su qualcosa che non siano le vacanze. Poi...magari il Drought, no? Come incantesimo è semplice. E poi qualcosa di decisamente semplice ma utile. Facciamo Fumos e Periculum.* Finì di scrivere e fece una pausa velocissima. Aveva tantissime idee in mente. Tante lezioni da ideare. Troppi anni da seguire.
*Con l'inizio del periodo dei GUFO, direi di iniziare con calma. Hair-Thick e Hair Loss è un classico senza tempo. Poi Incendio e Agguamenti. Proseguirei con Confrigo. E il Freddafiamma ovviamente. E il Finite Incantatem. Chiudiamo anche qui con qualcosa di molto molto utile.* Soddisfatta di quel terzo anno, decise di passare al quarto.
*Iniziamo con il Mobilicorpus. E poi...Oh! Accio ed Esilio. Quelli vanno inseriti....* Sospirò osservando il programma. *Vabbè. Li mettiamo qui al quarto!* Scrollò le spalle. *Dicevo....Oh si. Quarto anno...* Strinse le labbra con fare pensieroso. *A questo punto proseguirei con il Depulso e chiuderei con un Diffindo!* Finito di scrivere osservò ancora il programma per essere sicuro che tutto fosse in ordine, poi proseguì.
*Il quinto, che è l'anno in cui effettivamente dovranno affrontare i GUFO, direi qualcosa di un po' più impegnativo, ma comunque utile. Qualcosa per avere un mago comunque formato.* Riflettè a voce alta. *Anche perchè da li poi Incantesimi diventa facoltativa.* Sospirò osservando il foglio scritto con la sua svolazzante grafia rosa. *Finitus! E poi Reparo. Sono abbastanza importanti. Revelio, ovviamente. Magari con un Invisibility, che è più interessante che utile. Ed è di quelli che servono a tenere la classe attiva. Confundo, ovviamente. Mi ha dato una carriera. Chissà che possa aiutare qualcun altro. E direi di metterlo insieme al Conjuctivitus. Male non fa. E poi...* Si bloccò di nuovo, strofinandosi con l'estremità della penna una tempia. *Oh, certo. Il Deletrius! E poi Obliteration. Non possono non conoscerli!* Concluse così il quinto anno e, senza esitazione, passò al sesto, il primo anno dei MAGO.
*Da qui direi di iniziare a complicare un po' le cose. Come prima direi Appetitus e Inficio Saporae. Continuerei con il Bushin e il Bewitched Sleep. Concludendo poi con Ascendio. E Descendio, ovvio. Questi due vanno ovviamente in coppia!* Aveva ormai preso il via. Non si fermò neanche un secondo a pensare. Finito il sesto, aveva già in mente gli incantesimi per l'ultimo anno.
*Chiudiamo con il botto!* Fece soddisfatta mentre con tono quasi solenne elencava gli ultimi incantesimi. *Oblivion, Uraganus e Disilludo.* Insomma, già così formava delle classi fatte bene secondo il suo modestissimo parere. *E a conclusione di tutto Protego Horribilis!*
Era fiera di se. Aveva espresso le sue capacità al massimo. Mai avrebbe potuto creare un programma così ben studiato, così ben costruito, così ben organizzato. C'era di tutto. Incantesimi semplici e complessi, difficili e semplici, utili e divertenti. Tutto ben bilanciato. E ovviamente aveva sicuramente guadagnato dei punti extra con il solo fatto che lo aveva improvvisato su due piedi! A chiunque un programma del genere sarebbe venuto in mente con giorni, se non settimane, di studio. Lei lo aveva improvvisato in davvero pochissimi minuti. Ellen doveva assumerla o sarebbe stata pazza. Questo, per lo meno, sempre secondo il modestissimo parere di Alisea. La stessa mente che aveva partorito anche l'idea assurda di essere già stata assunta solo dopo essersi proposta!
Fatto sta che, dopo una rapidissima rilettura, sollevò lo sguardo su Ellen. *Allora? Me lo merito quel posto?* Il tono era scherzoso, quasi divertito. Lei non aveva nulla da doverselo meritare, ovviamente.
Prese con delicatezza il tappo e lo infilò nella penna che, infine, adagiò sul tavolo. Con un colpetto allungò il foglio verso la preside. Toccava a lei concretizzare tutto.
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2/12/2019 5:22 PM
 
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Se Ellen pensava che la sua giornata stesse prendendo una piega spiacevole, evidentemente ancora non aveva la più pallida idea di che cosa la aspettava. Avere a che fare con quella piattola di Alisea non era affatto una cosa semplice, ed il semplice fatto che la sua ex compagna di scuola si credeva sua grande amica non faceva altro che peggiorare di gran lunga le cose. Per fortuna erano passati anni dall'ultima volta che si erano viste, eppure purtroppo Alisea non aveva mai smesso di trattarla in quella maniera tipicamente sua e decisamente inappropriata. No che ad Ellen dispiacesse la sua compagnia ma... no, effettivamente le dispiaceva e nemmeno poco. Possibile che la sua esistenza doveva essere minacciata da una simile piaga? E dire che rischiava anche di non essere la cosa peggiore che le potesse capitare quella settimana, visto che a breve avrebbe dovuto prendere su tutto il suo coraggio e fare il colloquio di assunzione come professore di Hogwarts anche a quel disgraziato di Eric Green. Ma anche quella, ovviamente, era una tragedia alla quale preferiva non dover pensare. Soprattutto non quando già si trovava nel bel mezzo di un colloquio infernale.
Senza nemmeno un pizzico della grazia e dell'eleganza che probabilmente Alisea doveva possedere, vista la sua stranamente fiorente carriera da modella, Ellen vide la nuova professoressa che suo malgrado aveva dovuto assumere sistemarsi sulla sedia in una maniera ancora più inappropriata di quella che aveva utilizzato fino a poco prima. Questa volta, infatti, era praticamente in ginocchio, in una maniera tipica dei bambini piccoli che non arrivavano al tavolo. Indubbiamente era bassa, ma non così bassa da non raggiungere la scrivania stando seduta normalmente, quindi non aveva alcunissima valida ragione per aver assunto quella posa a dir poco indegna. Possibile che lo avesse fatto solo per dare fastidio ad Ellen? Anche se, a dire il vero, era più probabile che lo avesse fatto semplicemente perché quella era la sua natura, ed era la sua natura stessa che dava sui nervi alla Preside di Hogwarts in ogni maniera possibile. Era come se Alisea fosse stata mandata sulla Terra solo per urtarle il sistema nervoso. Certe volte seriamente Ellen avrebbe voluto lanciarle contro un Riddikulus, perché davvero non poteva essere una persona, doveva essere per forza un Molliccio. Nessuna persona poteva essere così fastidiosa senza lo zampino della magia!
Dopo essersi mostrata estremamente dispiaciuta per la mancanza di baldi giovani da importunare -o forse ai quali offrire le sue prestazioni sessuali, le veniva difficile immaginare in che direzione potesse andare il cervello di Alisea- quella sventura umana ebbe il coraggio di menzionare l'idea di qualche serata tra signore. La sua intenzione era, a quanto pareva, quella di fare un po' di "sano cameratismo", come lo aveva definito lei. Ellen non disse nulla a quell'affermazione, perché aveva una reputazione da mantenere e non ci teneva a risultare volgare davanti ad una persona che fino a quel momento non l'aveva mai vista apparire in nessun modo che non fosse impeccabile. Anche se mantenne il silenzio, però, la sua espressione tradì ugualmente quello che stava pensando, perché sul suo viso apparve per pochi istanti una smorfia che dimostrava in maniera più che chiara quanto fosse intenzionata a non fare MAI una serata del genere. Quello che per Alisea era cameratismo, per Ellen sarebbe stato istigazione al suicidio. Ed ormai era diventata Preside di Hogwarts, possedeva un ruolo troppo importante per rischiare di perdere la vita a causa di una persona inutile come Alisea. Che poi, in tutta onestà, a dire il vero Alisea non era nemmeno effettivamente inutile, ma era talmente fastidiosa che di sicuro poteva essere definita come superflua. Ecco, quello era il termine più appropriato per lei. Superflua.
La professoressa Caulfield cercò di cancellare dal suo volto quell'espressione di ribrezzo il più in fretta possibile, anche se comunque non aveva fatto niente per nasconderla. Tuttavia corrugò la fronte e scosse leggermente la testa con disappunto quando Alisea puntualizzò che non tutto era perduto. In quel momento scenari apocalittici presero vita nella mente di Ellen, che già se la immaginava a provarci con Andrew, che sicuramente ci sarebbe stato perché, insomma, era Andrew. E se tutto fosse andato come aveva pianificato, ed avesse effettivamente assunto anche Robert Northernfield come era sua intenzione fare, probabilmente ci avrebbe provato anche con lui, visto che perfino lei doveva ammettere che si trattava di un bell'uomo, e probabilmente anche sufficientemente stravagante da attirare l'attenzione di una persona come Alisea; fortunatamente, però, lui era anche sufficientemente intelligente da non cascarci.
Ellen sperava davvero tanto che la situazione migliorasse un po' una volta che anche lei avesse avuto modo di sfogarsi e dire un po' la sua, ma purtroppo non fu così. Sperava di potersi vendicare di tutte le volte che Alisea le aveva parlato di cose inutili delle quali non le importava assolutamente niente. Sperava di poterle far esplodere il cervello con i suoi sfoghi, per una volta. Ed invece quell'oca di una ex Corvonero sembrava aver preso a cuore ciò che Ellen le aveva detto. La Preside la vide scuotere la testa con quello che sembrava un forte stupore mentre affermava che una simile situazione non era possibile. In tutta onestà, in quel momento Ellen non sapeva se interpretare quella reazione di Alisea come un appoggio al suo sfogo e quindi apprezzarla, o come un ulteriore carico da aggiungere a quello che per lei era già abbastanza stress. Dentro di sé, comunque, sperava vivamente che quella piattola non avesse avuto il coraggio di deriderla, o presto le sarebbe stata indicata un'uscita differente dalla porta da cui era entrata, come per esempio una bella finestra. Non riusciva davvero a capire se quella preoccupazione di Alisea era vera o no, ma anche se fosse stata vera di sicuro non sarebbe stata in grado di essere d'aiuto. Anzi, probabilmente se Alisea avesse provato ad aiutare sarebbe risultata più d'intralcio che altro, visto che generalmente tendeva a comportarsi come se Ellen apprezzasse la sua presenza -e quindi anche le sue intromissioni- quando invece non la poteva proprio soffrire.
Per questa ragione Ellen per poco non ebbe un infarto quando sentì l'altra esclamare con quella che sembrava soddisfazione mista ad entusiasmo di assumere lei. Per un attimo nella mente di Ellen apparve uno scenario apocalittico nel quale la piattola Dumont-Phoenix insegnava non solo quel mucchio di frottole di Divinazione ma anche tutte le altre materie per cui non si era candidato alcun insegnante. Il solo pensiero di Alisea come professoressa di Incantesimi, Difesa Contro le Arti Oscure e Storia della Magia era a dir poco raccapricciante, perché Ellen non provò nemmeno a sopprimere il brivido di orrore che le passò lungo la schiena, facendole tremare l'intero corpo per un momento. E la cosa non migliorò affatto quando Alisea andò ad aggiungere un chiarimento a quello che aveva già detto, chiedendo che le venisse data un'altra cattedra. Indubbiamente una era meglio che tutte e tre -tra l'altro nemmeno con tutta la magia del mondo sarebbe mai riuscita ad insegnare quattro materie, visto che Ellen stessa faticava a far entrare due materie nell'orario delle lezioni e non c'era verso che quattro materie riuscissero ad entrare di un orario di lezione da insegnante senza l'aiuto di una Giratempo che nessuno sano di mente avrebbe mai dato ad Alisea Dumont-Phoenix- ma comunque anche una sola materia in più rispetto a quella che già aveva era, secondo Ellen, decisamente troppo. Per prima cosa, le aveva concesso di insegnare Divinazione, una materia che tutto sommato non serviva assolutamente a nulla. Perciò se avesse rovinato le menti degli studenti a lezione di Divinazione ed avesse fallito nel trasmettere l'insegnamento di quella materia, poco male, tanto non era un qualcosa che avrebbe influito negativamente sul bagaglio culturale degli studenti. Ma in questo caso, invece, si parlava di materie decisamente più serie. Si parlava di Incantesimi, la base assoluta dell'apprendimento della magia. Se gli studenti non avessero avuto dei fondamenti saldi di Incantesimi, non sarebbero mai stati in grado di praticare a dovere la magia, e non si sarebbero quindi mai potuti sviluppare come maghi e streghe adulti e capaci. Difesa Contro le Arti Oscure, l'unica cosa che si trovava fra gli studenti e una morte molto dolorosa in una qualsiasi situazione di pericolo. Difesa non insegnava solo a combattere, ma anche a cavarsela in diverse situazioni spiacevoli, inclusi gli incontri con diversi tipi di Creature Oscure, oltre ovviamente ai Maghi Oscuri. Senza una buona base di Difesa Contro le Arti Oscure, da Hogwarts sarebbero usciti maghi e streghe completamente incapaci di badare a loro stessi. E poi c'era Storia della Magia, sulla quale si basava interamente la cultura del mondo magico. Nessuno poteva considerarsi un mago o una strega se non sapeva da dove proveniva il loro potere, e che cosa i maghi nel passato avevano dovuto affrontare per arrivare alla comunità magica mondiale che attualmente proliferava senza sosta. Quelle tre materie decisamente non erano Divinazione, e non ci sarebbe mai stato verso che Ellen permettesse ad una mente frivola come quella di Alisea di prendersi la responsabilità di insegnare uno di quei soggetti.
Persa com'era nelle sue elucubrazioni, Ellen lì per lì non si rese nemmeno conto che Alisea aveva ripreso a parlare. Se ne accorse solo dopo alcune parole che erano state pronunciate, perdendosi quindi l'inizio della frase. Riprendendo a metà, comunque, si rese conto che la donna più giovane stava dicendo qualcosa riguardo a Storia della Magia e che in Difesa Contro le Arti Oscure avrebbe implicato che portasse in classe delle creature. Stava dunque dicendo che non aveva intenzione di prendere un'altra cattedra? Si era resa conto che Divinazione per lei bastava e magari avanzava pure? Eppure Ellen non le aveva sentito menzionare Incantesimi, ma forse quella cattedra era solo stata nominata mentre lei era distratta e quindi non aveva sentito quello che era stato detto a riguardo. Stava già per tirare mentalmente un sospiro di sollievo quando vide Alisea cambiare leggermente la posizione in cui si trovava, passando da seduta sulle proprie gambe a letteralmente in ginocchio e sporta un po' in avanti, avvicinandosi ad Ellen in maniera decisamente pericolosa. Per la barba di Salazar Serpeverde, che cosa voleva da lei adesso? Non poteva parlare dalla distanza più che ragionevole -e comunque in qualche modo ancora insufficiente- che avevano avuto fino ad un attimo prima? Perché si era dovuta avvicinare? Neanche a dire che ci fosse qualcuno che poteva starla a sentire! In quella stanza, oltre a loro, si trovavano solo un trespolo per uccelli di grandi dimensioni vuoto e alcuni ritratti di Presidi precedenti, nessuno dei quali pareva interessato a carpire i segreti di Alisea. Anche se, in tutta onestà, Ellen non poteva nemmeno immaginare cosa ci potesse essere di così segreto in quello che la piattola aveva intenzione di dirle. Alisea non sembrava il tipo di persona da avere segreti, in fondo.
La prima cosa che Alisea disse dopo essersi avvicinata fu che le avrebbe fatto una confidenza perché si fidava di Ellen, ma che la cosa sarebbe dovuta rimanere fra loro. Ellen sentì il fortissimo istinto di alzare gli occhi al cielo, ma questa volta riuscì a trattenere quell'esternazione di impulsività prima che si manifestasse. Possibile che si dovesse sentire come se fosse tornata al primo anno di scuola? Anzi, nemmeno quello, perché neanche al primo anno aveva mai accettato di sentirsi parlare in quel modo da qualcuno, perché non aveva amichette della sua età e le uniche persone in tutta la scuola con cui andava d'accordo erano talmente tanto più grandi di lei che potevano ritenersi quasi adulte. Perciò lei non era mai passata per quella fase tipica delle ragazzine in cui si ci metteva a spettegolare e a raccontarsi i propri segreti come se fosse la cosa più importante del mondo. Non aveva idea di che sensazione si provasse ad avere un simile comportamento, e di certo non aveva la minima intenzione di cominciare a sperimentarlo a venticinque anni, dopo essere diventata la Preside più giovane nella storia di Hogwarts. Davvero certi comportamenti le sembravano folli, ragione per cui non aveva la minima intenzione di ascoltare qualunque cosa Alisea avesse voluto dirle in confidenza in quel momento. Anche se, purtroppo, si rendeva perfettamente conto che non aveva molta scelta. Non poteva alzarsi in piedi e andarsene, o tapparsi le orecchie e iniziare a cantare, o lanciare un incantesimo a sorpresa sulla sua interlocutrice. Nessuna di queste reazioni sarebbe stata educata, o appropriata alla sua nuova carica nella scuola. Quindi doveva subire in silenzio, cosa che fece dopo aver tirato dentro un profondo respiro, in attesa di quello che potesse uscire dalla bocca della nuova professoressa di Divinazione.
Mentre Ellen se ne stava lì a domandarsi cosa esattamente avesse fatto di male per meritarsi una sventura come Alisea in veste di piattola personale, l'altra iniziò a parlare. Per prima cosa complimentò la propria stessa bellezza ed il proprio talento, per poi cominciare a parlare di quanto fosse difficile la vita di una modella. Certamente, proprio difficile! Anche un albero sarebbe stato in grado di posare davanti ad una macchina fotografica, anche un Ippogrifo sarebbe stato in grado di camminare dritto ed elegante lungo una passerella. Non c'era proprio niente di difficile in quel lavoro! Insegnare, quello era un lavoro complicato! Ma ovviamente Alisea era una persona estremamente frivola e superficiale, cosa ci si poteva aspettare da lei? Comunque Ellen non disse nulla, aspettò che l'altra finisse di parlare per vedere esattamente dove voleva andare a parare. E ben presto le fu chiaro, perché Alisea cominciò a raccontare di come alle audizioni veniva scartata a causa della sua altezza. Effettivamente era piuttosto bassa, circa una ventina di centimetri più bassa di Ellen a dire il vero. Troppo bassa, in effetti, per fare la modella. Più di una volta infatti Ellen si era domandata come diavolo avesse fatto a diventare una modella così famosa visto quel requisito di base che le mancava. E, a quanto pareva, ora stava per scoprire il suo segreto. Forse, dopotutto, non le dispiaceva più così tanto ricevere quella confidenza ora. Non che venire a sapere quell'informazione avrebbe potuto cambiare la sua vita o migliorarla in qualche modo, ma si trattava comunque di qualcosa di cui era abbastanza curiosa e quindi già che c'era non le dispiaceva ascoltare cosa le veniva detto a riguardo. Dopo un sospiro, Alisea riprese a parlare e svelò quello che era il vero segreto del suo successo. A quanto pareva, era solita utilizzare incantesimi su coloro che stavano per rifiutarla per un lavoro. Ellen non fece nemmeno in tempo a mettere su un'espressione di pura disapprovazione che la frase pronunciata da Alisea terminò con un rumore effettuato ad un volume abbastanza più forte rispetto a quello con cui stava parlando fino ad un attimo prima, facendo sussultare la Preside per un istante. Ecco, a quel punto lo sguardo di disapprovazione si manifestò chiaramente sul volto di Ellen, motivato sia da quello che Alisea stava dicendo che da quello che aveva appena fatto. Come aveva potuto essere curiosa di sapere in che modo Alisea era diventata una modella famosa? Era ovvio che non le sarebbe mai piaciuto quello che avrebbe ascoltato! Dopotutto era sempre di Alisea Dumont-Phoenix che si stava parlando. La Caulfield scosse leggermente la testa mentre l'altra donna terminava la sua spiegazione menzionando l'incantesimo da lei utilizzato per convincere la gente: il Confundo. Istintivamente, Ellen portò due dita per mano a massaggiarsi le tempie. Ma chi glielo aveva fatto fare di convocare quella donna nel suo ufficio? Era puro e semplice masochismo che l'aveva spinta ad assumere Alisea, non c'erano altre spiegazioni possibili.
Finito di fare quella confessione scabrosa, Alisea tornò ad accomodarsi nella sua posizione maleducata e fece un commento che probabilmente sperava di ricevere come reazione qualcosa di positivo da parte di Ellen. Dal modo in cui appariva orgogliosa del proprio successo, probabilmente credeva che Ellen sarebbe stata meravigliata, o sorpresa, o che come minimo avrebbe ammirato le sue portentose gesta. Al contrario, invece, la Preside di Hogwarts era solo rassegnata al fatto che purtroppo non poteva prendersela con nessuno se non con se stessa per il fatto che in quel momento stava soffrendo. Lei aveva deciso di convocare Alisea per un colloquio, lei aveva deciso di assumerla, sempre lei aveva deciso che era il momento di vendicarsi per tutte le chiacchiere inutili che aveva dovuto sorbire nel corso degli anni e sfogarsi proprio con quella persona dei problemi che stava avendo ad assegnare le cattedre a scuola. Ed ora si trovava in quella situazione scomoda, in cui la Dumont-Phoenix le stava raccontando fatti che lei davvero avrebbe preferito non sapere e che la portavano a guardare quella giovane donna in maniera del tutto diversa da prima. Dove prima la considerava una persona estremamente frivola, ora la vedeva come un'ambiziosa arrivista. Possibile che la sua superficialità fosse solo una recita? No, a pensarci bene non era possibile. Anzi, sembrava più che il suo desiderio di successo fosse effettivamente spinto da una meta estremamente superficiale. Indubbiamente, ora che la vedeva sotto questa nuova luce, Ellen si trovò a pensare che l'altra sarebbe stata bene in Serpeverde. Ma tutto sommato era felice del fatto che il Cappello Parlante l'avesse mandata altrove, perché davvero non avrebbe avuto nessun modo di liberarsi di lei quando erano a scuola, se avessero anche condiviso la Sala Comune.
Quando Alisea chiese ad Ellen se non le sembrava un'idea eccezionale, per un momento la Caulfield rimase spaesata. Di cosa esattamente stava parlando? Solo dopo un paio di secondi, nei quali si trovò a sbattere le palpebre un paio di volte con evidente confusione nello sguardo, riuscì a ricollegare tutti i pezzi. L'incantesimo Confundo utilizzato per diventare famosa. Confessare quel segreto era il modo che Alisea aveva scelto per dimostrare ad Ellen che era brava negli incantesimi, e di conseguenza considerava una fantastica idea quella di... insegnare quella materia a Hogwarts? No, decisamente no, e grazie tante. Indubbiamente era capace, questo la Preside Caulfield non lo metteva assolutamente in dubbio. Ma era Alisea: che diavolo avrebbe potuto insegnare ai poveri studenti della scuola di magia? Un conto era Divinazione, che già di per sé era solo un mucchio di chiacchiere e supposizioni; lì sicuramente non avrebbe avuto modo di fare chissà quali grossi danni. Ma Incantesimi? Incantesimi era una delle materie alla base della cultura di ogni giovane mago o strega. Era forse la più fondamentale fra tutte le materie insegnate a Hogwarts. Con quale coraggio una persona sana di mente avrebbe mai potuto affidare l'insegnamento di una disciplina così delicata ad una persona che proprio mentre chiedere di vedersi affidata dale responsabilità stava dimostrando di non essere nemmeno capace di sedersi come una persona adulta?
Ellen voleva dire qualcosa, qualsiasi cosa. Voleva opporsi, urlare, zittire quella donna in qualche maniera. Invece rimase seduta dietro alla sua scrivania in maniera estremamente controllata, assumendo una posa forse ancora un po' più rigida di quella che aveva avuto fino a quel momento. Da quel che vedeva, Alisea stava facendo praticamente tutto da sola. Si era autoconvinta di poter essere assunta senza fatica anche per ottenere una seconda cattedra, questa volta una importante tra l'altro, ed Ellen non aveva la minima idea di come avrebbe potuto formulare delle frasi per fare in modo che l'altra capisse che non c'era assolutamente verso che lei riuscisse a diventare insegnante di Incantesimi. Dopotutto sapeva bene di avere a che fare con una persona dalla testa abbastanza dura -forse perché vuota- e di conseguenza avrebbe dovuto calibrare molto bene le sue parole per non lasciare modo all'altra di fraintenderle. Tuttavia, prima ancora che potesse aprire la bocca per parlare, la professoressa di Divinazione disse che ci voleva un programma. Poi la giovane donna sospirò e rimase per un attimo pensierosa a riflettere su qualcosa. Quello fu il momento del quale Ellen decise di approfittare. Aprì la bocca per comunicare il suo disappunto ed affermare la sua completa contrarietà, ma qualcun altro parlò prima di lei. Alisea infatti sembrava aver trovato una soluzione a qualunque fosse il suo dilemma. La Preside quindi richiuse la bocca, ormai scoraggiata, mentre con sguardo leggermente preoccupato osservava l'altra tirare fuori cose dalla borsa. Cose babbane! Della lurida robaccia di fattura babbana stava toccando in quel momento la superficie della sua scrivania nuova. Accidenti, sarebbe mai venuta sufficientemente pulita? O magari era il caso di provare a sostituirla con una uguale?
Con sommo orrore di Ellen, dopo aver prodotto un foglio di carta babbana, Alisea continuò a cercare nella sua borsa fino ad estrarne un oggetto a dir poco orribile che Ellen era certa avrebbe rivisto nei suoi incubi per almeno un mese dopo quel giorno. Sulla scrivania della Preside si trovava tutto l'occorrente per scrivere. Ed anche se esso era magari un po' nascosto alla vista da mucchi di pergamene sulle quali Ellen doveva lavorare, la giovane Caulfield non si sarebbe mai fatta il minimo problema a mettere quel materiale in evidenza se esso fosse stato chiesto. Sarebbe stato indubbiamente più dignitoso se Alisea avesse utilizzato gli oggetti appropriati per scrivere, invece di quella... cosa che aveva tirato fuori dalla borsa. Avrebbe sempre fatto in tempo a buttare via una penna e una boccetta di inchiostro una volta toccati da Alisea. Ma assistere ad una scena come quella che si trovava davanti ai suoi occhi era semplicemente troppo. Non poteva farcela, ne era certa. Quella penna era quanto di più sbagliato potesse esserci al mondo, anche se appariva del tutto appropriata alla personalità di Alisea. Ragione in più per cui Alisea non si sarebbe mai più dovuta presentare nel suo ufficio dopo quella traumatica esperienza. Alisea poi provò la penna, e quella scrisse in un detestabile colore rosa. Ellen fin da piccola non aveva mai apprezzato quel colore, specialmente quando veniva associato al luogo comune che si trattava di un colore da femmine. Nell'osservare quell'aggeggio infernale scrivere in quel ripugnante ed antiestetico colore, ad Ellen venne un tic all'occhio sinistro, che cominciò a tremare rapidamente ed in maniera abbastanza vistosa. Era ciò che accadeva tutte le volte che si trovava sul punto di perdere la pazienza. Quando i suoi studenti a lezione vedevano iniziare il suo tic all'occhio, sapevano già di potersi aspettava una severa punizione. Alisea era stata una sua studentessa per due anni, ma era talmente tanto solita vivere nel suo mondo utopico che Ellen non era nemmeno certa che avesse mai fatto caso a quel particolare dettaglio. Perciò non sapeva se l'altra sarebbe stata in grado di accorgersi della sua rabbia crescente, ma in quel momento davvero non le importava. Prese invece un bel respiro quando Alisea commentò che pensava la penna fosse nera o al massimo blu. Come poteva un affare così stravagante ed inappropriato scrivere in un colore normale? Perché le conoscenze di Ellen riguardo ai Babbani erano scarse, ma perfino lei poteva essere certa che quella penna fosse considerata insolita anche fra i non magici, non solo fra i rispettabili maghi. Ma comunque, nonostante l'assurdità della situazione, Alisea non sembrava esserne affatto turbata. Infatti il suo successivo commento lasciò intendere che avrebbe continuato a scrivere con quell'orrore, fintantoché avesse funzionato.
Fu a quel punto che l'ex Corvonero mise il figlio di carta babbana in una posizione tale che permettesse ad Ellen di leggere cosa c'era scritto sopra, e poi cominciò a scrivere con quell'orribile colore rosa. Stava buttando giù un ipotetico programma di lezione per gli anni scolastici a Hogwarts nella materia di Incantesimi, e lo stava scrivendo man mano che lo inventava. Su quello che pareva essere il retro di un curriculum da modella. In rosa. Ellen sperava che l'altra davvero non si aspettasse di ricevere alcuna approvazione per quello che stava facendo. Il solo guardare le parole formarsi sulla carta di quel colore stava facendo male agli occhi di Ellen, che erano estremamente sensibili alla luce e di conseguenza facevano fatica ad assimilare le colorazioni troppo chiare. Aveva difficoltà a leggere quello che Alisea stava scrivendo, ma mantenne lo sguardo puntato sul foglio anche se non stava leggendo davvero. Tanto stava comunque ascoltando quello che l'altra diceva ad alta voce, ed aveva appurato che quello che veniva scritto non era altro che un appunto di quello che aveva pronunciato a voce.
Doveva ammettere che le magie che le stava sentendo menzionare sembravano essere del tutto appropriate a quello che poteva essere un programma per i primi anni scolastici. Sicuramente iniziare con incanti più semplici e poi andare via via ad aumentare la difficoltà era il metodo migliore, quello che generalmente veniva utilizzato un po' da tutti gli insegnanti, e per lo meno Alisea stava dando mostra di essere in grado di stilare un simile programma. Stava ricevendo un'impressione positiva anche dal fatto che lo stesse facendo completamente a braccio, senza essersi preparata niente di partenza. Cercò tuttavia di fare in modo che nessun segno di ammirazione si manifestasse sul suo viso, perché non c'era nulla su quel pianeta che potesse essere considerato sufficiente a giustificare una sua possibile esternazione di ammirazione nei confronti di quella piattola di Alisea Dumont-Phoenix. D'altra parte, però, in quanti sarebbero stati in grado di buttare giù un programma così ben delineato così sul momento? Forse quella giovane donna doveva essere meno stupida di quanto non la facesse la nuova Preside di Hogwarts.
Ma no, cosa andava a pensare? No c'era verso che una persona razionale e giudiziosa come lei potesse mai andare a considerare in maniera positiva quella piattola ambulante di Alisea. Eppure i fatti parlavano chiaro, ed Ellen era la prima ad esserne spaventata. Possibile che davvero stesse dimostrando di essere sufficientemente valida da ricoprire un ruolo come quello di insegnante di Incantesimi? Era difficile crederci, ma per lo meno così sembrava. O forse no, magari il fatto che conoscesse un sacco di incantesimi e fosse anche brava ad eseguirli era solo una parte di ciò che doveva tenere in considerazione. Perché tra saper fare una cosa e saperla insegnare ad una classe piena di mocciosi stupidi ed ignoranti ci passava un oceano. Alisea avrebbe avuto la pazienza e la creatività necessarie per assicurarsi che tutti quanti capissero ogni cosa che lei voleva spiegare? Incantesimi inoltre era una delle materie principali, ciò voleva dire che la persona incaricata di insegnare quella materia sarebbe potuta facilmente diventare il punto di riferimento di molte giovani menti in via di sviluppo. Era sufficientemente affidabile Alisea, quando si trattava di incaricarla di una simile responsabilità? Avrebbe approfittato forse della sua nuova influenza sulle giovani menti per farcirle di baggianate colossali? Avrebbe forse rovinato i suoi studenti, se le avesse lasciato il potere di farlo?
Questi erano i pensieri del tutto preoccupati che giravano per la testa di Ellen, mentre ascoltava le idee che Alisea stava continuando a tirare fuori per gli argomenti da trattare a lezione nei vari anni scolastici. Si trattava di un programma abbozzato rapidamente, al quale si potevano indubbiamente fare dei ritocchi, ma che già così poteva tranquillamente stare in piedi da solo. Secondo lei era inaccettabile che Alisea fosse in grado di dimostrarsi capace di portare a termine un incarico come quello di professoressa di Incantesimi, ma purtroppo nemmeno volendo avrebbe potuto negare così tanto l'evidenza. Anche se erano davvero ben poche le cose che desiderava di meno nella vita, avrebbe dovuto accettare di assegnare il ruolo ad Alisea. Anche se, sia chiaro, solo in maniera temporanea. Aveva tutta l'intenzione di trovare qualcuno di veramente valido che potesse dedicarsi anima e corpo nell'insegnamento di Incantesimi agli studenti di Hogwarts, ed era certa che tale persona esistesse e si trovasse da qualche parte fuori da quella scuola. Doveva solo aspettare che si facesse viva, e la cattedra sarebbe stata sua. Ma nel frattempo, finché non trovava la persona migliore a cui presentare l'incarico, qualcuno doveva pur farne le veci, e tutto sommato Alisea non era male per tappare quel buco. Ma sarebbe tornata ad insegnare solo Divinazione non appena avessero trovato qualcuno di più valido a cui affidare Incantesimi, questa era una premessa sulla quale Ellen era estremamente ferma.
*Devo dire che il programma che mi hai presentato è davvero ben fatto, per essere stato stilato così di corsa. Penso che potrebbe davvero andare bene per gli studenti di Hogwarts. A questo punto però ho una sola preoccupazione: pensi che saresti in grado di reggere due cattedre? Solo in maniera temporanea, ovviamente, finché non troviamo qualcun altro per Incantesimi. Consideriamola come una supplenza, ecco.* cercò di informarsi Ellen.
Pronunciare quelle parole era stato difficile, ma era riuscita a tirarle fuori senza strozzarcisi. Ora tutto stava nel vedere che cosa avrebbe detto Alisea. Solo una cosa era certa: se si fosse messa a saltellare dalla gioia o se avesse provato ad abbracciarla, Ellen l'avrebbe defenestrata. Ed il volo in caduta libera dal settimo piano del castello non era di certo una cosetta piacevole. Lì doveva davvero dimostrare di essere un asso negli incantesimi se voleva evitare di morire spiaccicata a terra! Ma comunque la Preside prese un bel respiro e scosse la testa mentre guardava la giovane donna davanti a sé, cercando di scacciare dalla mente il pensiero piacevole di Alisea spalmata al suolo.




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